Bravo... mica tanto: storia di una parola

Davide Maffi

Un viaggio a ritroso alla ricerca dell’origine di una parola, quel “bravo!” che utilizziamo quotidianamente ignorandone bellamente le origini. Giuseppe Patota, professore di linguistica italiana, ripercorre la storia del termine dalle sue origini non propriamente positive sino ai nostri giorni. Dalla bravata, impresa di cui ancor oggi non si va propriamente fieri, ai “bravi” di manzoniana memoria, che tutto erano tranne che dei gentiluomini mossi da pii principi, sino ad arrivare al vezzeggiativo utilizzato oggi nei confronti di un conoscente o di un amico (“è proprio una brava persona”). Una lunga carrellata di situazioni e personaggi, un libro scritto in punta di penna, arguto, per spiegare come si è arrivati dopo centinaia di anni a dare a un termine una valenza solo ed esclusivamente positiva. Partendo dalle prime testimonianze scritte esistenti nella letteratura italiana del tardo Medioevo, in cui bravo indica esclusivamente un personaggio barbaro, attraverso il Rinascimento e l’Umanesimo, sino ad arrivare alla riabilitazione del termine.

Giuseppe PatotaBravo!Il Mulino editore, Bologna 2016, pp. 133, 11 euro

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