L’impresa olimpica dell’indomito Zanardi

Marco Pedrazzini

«La preparazione per Rio è cominciata il giorno dopo la conclusione dei Giochi di Londra. Lo sognavo già il Brasile. Sembrava di spararla veramente grossa: io avrei avuto cinquant’anni. Poi adesso son qui che parlo di Tokyo 2020, ma questa è un’altra storia…». È proprio infinito Alex Zanardi, medaglia d’oro di handbike, nella cronometro e nella staffetta, e d’argento, nella prova in linea, delle ultime Paralimpiadi. Lo si capisce leggendo il suo libro Volevo solo pedalare… ma sono inciampato in una seconda vita, scritto con Gianluca Gasparini, giornalista di “SportWeek” settimanale de «La Gazzetta dello Sport». Un avvolgente viaggio di parole, arricchito da un bell’inserto fotografico, per raccontare la straordinaria seconda vita di un uomo e di un atleta, iniziata dopo l’incidente automobilistico che nel 2001 lo privò delle gambe. E l’energia per allenarsi e vincere arriva nelle braccia di Alex dal cuore: «Ciò che ti porta là in alto è la goccia che scava ogni giorno con la fatica quotidiana». La passione, non l’ambizione, come guida.

Alex Zanardi - Gianluca GasparinVolevo solo pedalare...Rizzoli La Gazzetta dello Sport, Milano 2016, pp. 263, 15 euro

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