È uno stato parallelo  che detta legge  nella nostra realtà

È uno stato parallelo che detta legge nella nostra realtà

Carlo Alberto Rizzi Crespiatica

Gentile direttore, mi trovo costretto a denunciare due fatti che, per essere elegante e non volgare, mi hanno provocato un «intenso prurito alle mani». Sottolineo che seguendo le pagine delle lettere al direttore del suo quotidiano, spesso vengono denunciati fatti di questo genere. Lo scorso sabato 15 luglio sono andato a Milano, parcheggiando la macchina nel parcheggio di San Donato ed acquistando i biglietti della metro al distributore automatico della stazione. Ebbene: come ormai di consueto sono stato letteralmente circondato dalle solite ZINGARE (e sottolineo ZINGARE). Una di queste (secondo me ben oltre i 100 chili, quindi tutt’altro che affamata) si è appoggiata al distributore e nel momento in cui questo ha erogato il resto ha messo le mani tra le monete. L’ho invitata a restituirmi le monete rubate e lei ha cominciato a sbraitare. Ora: io non sono indignato per i 2€ che mi ha rubato ma per il fatto che questi soggetti sembrino vivere in uno Stato parallelo, fatto di auto-ghettizzazione e malaffare, che però detta legge nella nostra realtà.

Il secondo fatto che voglio segnalare è invece avvenuto nel parcheggio di un noto cash and carry del lodigiano, quindi in un’area privata. Qui da molti mesi alcuni profughi (o richiedenti asilo o clandestini), uno diverso per ogni giorno, con l’avallo dei responsabili del negozio, rimettono in ordine i carrelli, sperando nella bontà dei clienti per avere qualche moneta. Una volta è capitato, ed ho già segnalato il fatto ad un responsabile del posto in questione, che uno di questi sia stato parecchio insistente, tanto da bussare ai vetri della macchina pur di ricevere soldi. Vengo al dunque: lunedì 17 luglio, mentre mettevo le compere in macchina, il profugo che quella mattina era lì prima ha risposto al telefono (uno smartphone Samsung parecchio costoso) e poi mi cerca una moneta. Io gli ho fatto notare che prima si mangia e poi ci si compra un telefono.

Ho voluto denunciare questi due fatti per varie ragioni: innanzitutto spero che a San Donato si possa muovere qualcosa a livello di sicurezza pubblica perché non è possibile che chi va a Milano per lavoro e studio debba sentirsi sempre e costantemente in pericolo. Secondo: è allucinante che ci si ostini a portare avanti e difendere una politica di gestione dei migranti irregolari con buonismo, senza buonsenso e che finisce per far arricchire curiose cooperative, strane onlus e variegati gruppi di pseudo-volontari. L’Italia ha un grosso problema: l’incertezza della pena. Rubare ed attraversare le frontiere clandestinamente sono REATI!!

Però per vari motivi, il più subdolo dei quali è il buonismo ipocrita di tanta politica e di troppa magistratura, la legge non viene applicata a dovere! E per questo le ZINGARE, anche se prese sul fatto, il giorno dopo tornano a rubare ai pendolari mentre dall’Africa arrivano in massa persone che, benché CLANDESTINE, qui vengono mantenute fino a 4 anni in attesa del riconoscimento di uno status di rifugiato politico che poi nell’80% dei casi nemmeno viene riconosciuto!! E a coronamento di tutto ciò abbiamo forze dell’ordine sottopagate per i pericoli che corrono ma che, per leggi che noi stessi abbiamo creato, rischiano di essere denunciate per tortura da chi commette reati!

Non lamentiamoci quindi se siamo il Paese zimbello di un’Europa che ci usa per le sue convenienze. Concludo dicendo che non so se ridere o arrabbiarmi vedendo che coloro che negli ultimi anni hanno favorito tutto ciò ora vanno in Europa a battere i pugni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.