Un evento per riscoprire e valorizzare il nostro Lambro

Un evento per riscoprire e valorizzare il nostro Lambro

Claudio G. Erialti, Lodivecchio

Ogni tanto il nostro fiume cadetto, il Lambro, conquista la prima pagina, e sempre per qualcosa di negativo.Stavolta, si è trattato di un nuovo episodio di inquinamento, segnalato a Sant’Angelo ma di più distante origine, dove un denso strato di schiuma, grigiastra e maleodorante, si è accumulato al piede della cascata della centrale Enel-Green Power e da lì, molto lentamente, si è diluito anche grazie ai brevi ma intensi acquazzoni di questi ultimi due giorni.Ne avete parlato mercoledì, accompagnando l’articolo da due belle, quanto malinconiche, fotografie. Vi ringrazio perché almeno voi, ogni tanto, vi ricordate dell’esistenza di questo Fiume di cui noi sud-milanesi, al contrario di quanto fanno in Brianza e nel Comasco, ci vergogniamo.Chi mi conosce, oppure ha visitato la mia pagina web dedicata al Lambro, sa o può intuire la mia passione per il fiume più bistrattato d’Italia. Io vorrei far qualcosa affinché il Fiume, di cui noi lodigiani potremmo godere il suo tratto più “verde”, da Casaletto fino al Po di Orio Litta, esca dall’oblio in cui lo teniamo dagli anni 60 e si parli di lui, specie adesso che è stato, a mio parere, ingiustamente soppresso il Consorzio di Bonifica che aveva promosso e vinto la battaglia contro la Milano/Calcutta degli anni 80, e che i lavori per la realizzazione della TEM lo hanno ulteriormente ingabbiato tra cemento e acciaio, e che le cave e le discariche, da anni in attesa di essere bonificate, gli stanno violando le sponde. Da privato cittadino e dipendente pubblico, io, pur volendo, posso fare ben poco. Però penso che parlarne, magari anche solo per valutare qualche proposta di evento per la sua riscoperta e la sua valorizzazione, sia già qualcosa. Quindi, a tutti i potenziali interessati, più addetti ai lavori di me: a quando una bella conferenza / dibattito pubblico sullo stato del Lambro? Contatemi già in prima fila! Cordiali saluti.

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