Dopo Maggi “aspirante libertino”, Buzzi emulo di “Mussolini socialista”

Dopo Maggi “aspirante libertino”, Buzzi emulo di “Mussolini socialista”

Comune di Lodi

Presentando i risultati dell’attività dell’Ufficio Casa (per inciso, un servizio utile ed efficiente che è stato avviato dalla precedente amministrazione, grazie in particolare al lavoro appassionato e competente dell’allora assessore Domenico Bonaldi), l’assessore comunale Stefano Buzzi ha indicato quale suo riferimento ideologico “il Mussolini socialista”, inanellando in questo modo un’altra “perla” di nostalgia littoria e revisionismo storico, tristemente all’altezza del già noto exploit dell’estate 2017 sulla natura “anacronistica” delle celebrazioni dei Martiri del Poligono.

L’imperturbabile non chalance con cui Buzzi accompagna uscite di questo genere e certe sfumature paradossali di quello che dice rischierebbero quasi di nascondere sotto un velo di ridicolo e grottesco quello che in realtà è un comportamento grave ed inaccettabile.

Le intemperanze verbali dell’assessore sono un problema, sia di sostanza dei principi che di decoro delle forme della politica, che l’amministrazione, a partire dal Sindaco, deve affrontare e risolvere, evitando di limitarsi anche questa volta a fare finta di niente.

Perché un vice sindaco che si dichiara “aspirante libertino” (giusto per restare a episodi recenti) è semplicemente un aneddoto caricaturale che investe solo il diretto interessato, mentre un assessore che le poche volte che interviene nel dibattito pubblico non perde occasione per rivendicare la sua adesione a personaggi e situazioni condannati dalla storia getta discredito su tutta la città e marchia in modo disdicevole la giunta e la maggioranza di cui fa parte.

Gruppo Pd Lodi

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