Sbigottita e disgustata dal livello becero e triviale dei commenti

Sbigottita e disgustata dal livello becero e triviale dei commenti

La vicenda di Martina, educatrice nel Pavese

Gentile Direttore

le invio alcuni pensieri relativi a quanto è successo ad una mia collega che lavora come educatrice presso un’ accoglienza Pavese. L’episodio, riportato dalla stampa nazionale, è scaturito da alcune considerazioni che Martina ha espresso sulla pagina Fb del Ministro degli Interni a cui hanno avuto seguito una serie di commenti che sono stati poi accortamente cancellati dalla pagina Fb ma che Martina è riuscita a fotografare.

Sono una collega di Martina, ma prima di tutto una donna. Una donna che pensa di poter scegliere il compagno della sua vita con libertà a prescindere dalle caratteristiche fisiche o genitali del maschio; una donna che cerca testa e cuore nelle persone che ha accanto ma che esige sempre e da chiunque rispetto!

Sono sbigottita, amareggiata e disgustata dal livello becero e triviale dei commenti che sono seguiti ad alcune considerazioni, ancora legittime, che Martina, in virtù del Suo lavoro e delle Sue competenze, ha osato esprimere sulle politiche migratorie espresse dal nostro Ministro degli Interni.

Sono sbigottita perché queste persone non hanno ritenuto utile aprire un confronto sulle idee, sostenendo le tesi opposte a quelle di Martina, azione probabilmente fuori dalla loro portata, bensì hanno dato il via, con un linguaggio offensivo degno delle peggiori osterie, ad una serie di commenti a sfondo sessuale che manifestano, a mio parere, un serio disturbo della personalità e forse anche una grande difficoltà a vivere serenamente e con gusto la propria sessualità. Dai loro commenti traspare che non c’è nelle loro vite altro godimento che offendere e attaccare una persona, senza peraltro conoscerne la storia e la sensibilità, solo perché si vede una fotografia di una ragazza bianca con un ragazzo africano. Da donna adulta questo sdoganamento di linguaggi e atteggiamenti che si riferiscono ad uno stereotipo di maschio che pensavo superato e che invece riappare in tutta la sua bestialità mi inorridisce! Da donna adulta mi fa paura vedere come altre donne si pongono sullo stesso piano di certi uomini e non si ribellano ad essere relegate al ruolo di “oggetto sessuale” che attribuiscono a Martina e quindi, in quanto donne, anche a loro stesse.

Martina è una ragazza tenace, capace e convinta delle proprie idee; certamente non si lascia abbattere da tanta pochezza , questo non mi impedisce di abbracciarla e farle sentire tutta la mia vicinanza e quella di tutti noi colleghi.

L’utopia possibile di un mondo migliore è raggiungibile solo grazie a persone come lei e come tante, per fortuna, che ancora fanno dell’ascolto, dell’accoglienza e del rispetto reciproco segni di reale Umanità e che pensano che sia utile alla crescita di una comunità coesa, rappacificata e solidale anche il confronto e la contaminazione tra “diversi”.

Grazie Martina, noi ci siamo!

Mariarosa Devecchi, presidente di Famiglia Nuova Società Cooperativa

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