Non c’è sensibilità da parte di politici e addetti al settore

Non c’è sensibilità da parte di politici e addetti al settore

Lettera aperta a Gesualdo Sovrano

Sono certa che ai tanti lodigiani attenti e sensibili allo stato di salute del territorio non sfuggano i numerosi articoli di Gesualdo Sovrano che con cadenza ravvicinata mettono in evidenza le diverse criticità di questo angolo del nostro Paese. L’impressione è, tuttavia, che non ci sia altrettanta sensibilità e presa di coscienza da parte dei politici, degli amministratori, degli addetti del settore verso i molteplici problemi evidenziati che affliggono la nostra realtà su diversi fronti.

La sensazione di sufficienza, di presa di distanza, se non di indifferenza, da parte del gotha istituzionale scaturisce dalla inesistente risonanza da esso riservata a questi articoli. Nessun commento segue alla loro pubblicazione, non una voce si alza. Nessuno mai che sostenga, dia manforte, controbatta a questi scritti nei quali, con precisione, chiarezza, competenza e tanta passione, oltre che con stile, forma, fluidità ineccepibili, si mette il dito nelle piaghe di tante scelte improvvide, decisioni avventate, interventi deleteri approvati dai vari governanti di turno che si avvicendano alla guida del nostro territorio.

Mi chiedo sovente se nei vari simposi, dibattiti, tavole rotonde legati all’ambiente, al sociale, alle situazioni contingenti si tengano qualche volta presenti le analisi che Gesualdo Sovrano documenta con dovizia di particolari, dati, informazioni. È possibile che mai una voce si levi dal coro per esprimere assenso o anche dissenso? Perché si lascia cadere il grido d’allarme che in diversi ambiti e livelli dovrebbe spronare a prese di posizione drastiche, ad interventi mirati, capaci di convergere verso un solo obiettivo prioritario: il bene del territorio, della sua gente, dello stesso Pianeta?

Non c’è lodigiano che non sappia quanto inquinato sia il nostro ambiente, quanto si muoia per questo inquinamento, quanto sia stata stravolta la naturale inclinazione della nostra pianura, dedita per secoli all’agricoltura, a stili di vita contenuti e sobri e ora divorata dal cemento, dalla logistica, da infrastrutture che ne soffocano il respiro, ne deturpano l’anima. I numeri, le statistiche, le percentuali riportati nei diversi articoli sono spesso da brivido. Eppure si persevera in una condotta sempre uguale, si demanda ad altri la soluzione dei problemi; la preoccupazione latente per le future ricadute sulle nuove generazioni viene messa a tacere.

Per il signor Sovrano il Lodigiano è una terra di adozione, eppure ha imparato ad amarla come fosse sua. Il suo amore per la natura, la giustizia, la rettitudine sa superare i ristretti confini campanilistici e affonda nel senso di coscienza, nel bene dell’umanità.

Anche per questo motivo vorrei farmi portavoce di tutti quanti condividono le sue analisi, la sua convinzione, la sua tenacia, esortandolo a non arrendersi. Mi auguro che la sua penna non si stanchi mai di denunciare i soprusi, gli attacchi, le ferite inferti alla nostra terra, a dispetto di quanti con arroganza e supponenza sono convinti di farsi araldi del nostro bene comune.

Andreina Garioni

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