L’economia ruota sui trasporti. Intanto il Lodigiano che fa?

L’economia ruota sui trasporti. Intanto il Lodigiano che fa?

Un problema di scottante attualità

Caro Pierluigi Cappelletti sindaco di Orio Litta,

Ho letto i tuoi giustificati commenti circa gli insediamenti logistici tra il sud della Provincia di Lodi, la provincia di Pavia e soprattutto la provincia di Piacenza. Altre richieste sono in atto per circa ulteriori 4 milioni di metri quadrati.

Il compendio ha già raggiunto la più grande concentrazione Italiana. La zona cittadina conta circa 7.000 automezzi pesanti il giorno Il 75%, sempre circa, è di nazionalità Nord-europea o est europea. Tutti automezzi con doppi serbatoi (in Italia sono proibiti, l’automezzo italiano verrebbe fermato alla prima revisione che è annuale). Questi, oltre a non pagare il bollo di circolazione, non effettuano rifornimenti sul nostro territorio (hanno un autonomia in grado di fare Vienna-Portogallo e ritorno) non versandoci un centesimo di accise. Gli autisti sono tutti stranieri ed anche qui non ne gioviamo in nessun modo. Le strade però le consumano eccome (va bene solo ai “famosi” gestori autostradali) con le spese tutte a nostro carico. Oltre alle polveri sottili... Viaggiano ancora con mezzi euro 1/2 e le nostre leggi locali a nulla servono. La situazione, dunque, è ben peggiore di quello che appare.

Pensa che la Svizzera, per il suo attraversamento, pretende il pagamento di 430 euro per ciascun camion, sia esso vuoto o carico. Questo ricavato viene interamente devoluto al sistema ferroviario merci. Idem per l’Austria, non appena terminato il raddoppio della ferrovia del Brennero. La Germania applica una tassa chiamata mauth tale per cui ogni automezzo deve pagare un tanto al Km.

Noi in Italia abbiamo il problema dei ponti: tutti i ponti sul Po da Cremona compresa a Pavia sono interdetti al traffico pesante costringendo quest’ultimo ad aggiungere 100-150 fino a 200 Km in più sul territorio. Dove abbiamo impianti per servire le relazioni ferroviarie europee? Chi ne parla? A chi interessa? E come fanno i nostri automezzi ad essere competitivi nei confronti della situazione sopra descritta? Tieni conto che il percorso della logistica e dell’e-commerce sono in costante incremento: meno produciamo, più trasportiamo, e la merce va “dove deve andare, non dove la si vuole mandare”. È una questione di mercato. Il 16% della forza lavoro di Piacenza (dati della Camera di Commercio) è impiegato nella logistica.

Sono l’amministratore di una società che sta cercando di creare un’alternativa al trasporto del compendio descritto. Abbiamo tutte le autorizzazioni: RFI, Ministero dei Trasporti, tutti i comuni del piacentino, la provincia di Piacenza, l’inserimento nel PRIT regionale Emilia Romagna e siamo in attesa dell’intervento diella D.G. Trasporti di Bruxelles per il 25 di gennaio. Un lavoro che solo per passaggi e preliminari è durato 14 mesi. I Bandi Europei ne prevedono tre… ne abbiamo già persi due che costituivano (con denaro europeo) la parte più consistente.

Le alternative esistono come esiste qualcuno che cerca di attuarle; i trafori alpini sono stati fatti (non da noi Italiani ovviamente), eppure dobbiamo presentarci ancora con il cappello in mano aspettando i tempi, le mancate risposte, alla continua ricerca di appoggi politici opportuni e spesso troppo difficoltosi, soprattutto “impegnativi”.

Allego la lettera trasmessa al Sindaco e al Presidente della Provincia Di Lodi.

AL SINDACO E AL PRESIDENTE

DELLA PROVINCIA DI LODI

L’articolo che vi allego riassume, pur in modo parziale e riduttivo, dello stato d’avanzamento di quello che sarà il collegamento, attraverso il Gottardo ed il raddoppio del Brennero, dell’importante, commercialmente e geograficamente, struttura (progettata secondo i più performanti ed economici standard europei). Già in più occasioni l’ho posta alla vostra attenzione, ma è rimasta inspiegabilmente sempre senza alcun commento o riscontro o qualsivoglia anche indiretto interessamento.

Oltre al record delle polveri sottili e delle loro nefande conseguenze, le province comprese nel compendio Milano Sud, Piacenza, Cremona, Brescia e Pavia hanno raggiunto anche quello della concentrazione di aziende dell’e-commerce, della distribuzione nazionale e della logistica internazionale (forse quasi nessun marchio escluso) fino ai collegamenti con gli ormai preponderanti e determinanti porti del Nord Range. Forse la più alta concentrazione europea, certamente a livello italiano. Con nuove, continue, ripetute richieste.

La sola città di Piacenza ha già abbondantemente superato i 7.000 automezzi pesanti circolanti per giorno. Sono stati conteggiati: il 75% degli automezzi sono del nord-est Europeo e con i doppi serbatoi, da noi proibiti; riescono anche a non pagare accise, non pagare bolli di circolazione, utilizzare autisti che costano meno della metà dei nostri, rovinando ogni tipo di strada senza versare al nostro stato null’altro che il pedaggio autostradale in parte compensato dai loro stati. La sola provincia di Piacenza, dati Camera di Commercio, impiega in questi settori attualmente il 17% della forza lavoro, oltre l’indotto.

Con i ponti sul fiume Po chiusi ai mezzi i pesanti, a 10 km in linea d’aria da questa struttura, c’è la Provincia di Lodi con la sua importante concentrazione ed oltre le insistenti nuove richieste. Unico collegamento: il ponte autostradale e quelli ferroviari. Una concentrazione di merci ed inquinamenti dovuti ai mezzi pesanti comparabile ai più gravi nel mondo.

Tutti problemi evidentemente ignorati da questa provincia che apparentemente non valuta nemmeno alcuna possibile alternativa. Evidentemente esistono interessi particolari e più immediati che noi non sappiamo e non riusciamo a valutare.

Abbiamo trovato concreti appoggi, oltre che dalla Comunità Europea, dal MIT e dalle varie istituzioni nazionali coinvolte, dai vertici della Lega Nord, aiuto da tutte le altre pur diverse rappresentanze politiche provinciali, regionali e confindustriali. Forse un caso eccezionale?

Viste le diverse rappresentazioni e documentazioni presentate, la Provincia di Lodi è l’unico, inspiegabile, caso di silenzio assoluto e ripetuto. Abbiamo, nostro malgrado, già manifestato questa inspiegabile indifferenza alle rappresentanze politiche.

Auspichiamo oltretutto che non nascano, a cose concluse, gratuiti opportunismi.

Distinti saluti

Sergio Sara, amministratore unico Tmc, Terminal Multimodale Internazionale Centropadano

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