Casetta dell’acqua,a pronunciarsi sarà la Corte dei conti

Casetta dell’acqua, a pronunciarsi sarà la Corte dei conti

Il sindaco di Caselle Lurani risponde al sindaco di Casaletto

Caro Direttore,

mi ero promesso di non scrivere ulteriormente sul suo giornale rispetto alle vicende che riguardano l’Unione Grifone, che se in parte rischiano di apparire “liti da cortile” dall’altra, per amore della verità, considerate le continue letterine del Sindaco Marazzina richiedono chiarezza.

Mi spiace che si tenti continuamente di mistificare la realtà, ma ormai Marazzina, con il suo moto ondivago non distingue più nemmeno le direzioni di orientamento (anche quelle politiche). I suoi continui attacchi nei confronti dell’Amministrazione di Caselle denotano il fatto che dispone ormai di pochi strumenti di difesa per cercare di giustificare alcune scelte, forse improvvide, assunte dalla sua Amministrazione.

Cerca di fare trasparire una serenità che ultimamente mi pare abbia perso. Un po’ come quei pagliacci che fuori sorridono ma che dentro nascondono grande tristezza. Ma veniamo al nodo della questione. È evidente che la crisi dell’Ente Unione origina non da criticità tecniche ma sicuramente da un modo diverso di amministrare.

A Caselle abbiamo sempre rispettato e continueremo a farlo, fintanto che sarò Sindaco, quello che in diritto si definisce “principio di legalità”. Amministriamo all’interno di un quadro normativo la cui definizione spetta solo al legislatore e rispettiamo pedissequamente i corretti procedimenti, distinguendo ciò che compete agli amministratori da ciò che invece compete ai tecnici. Su questo punto in particolare le leggi Bassanini di fine anni 90 sono molto chiare.

Diversamente il collega di Casaletto, e questo mi stupisce dopo quasi tre mandati da Sindaco, è probabilmente abituato a fare altro, sostituendosi agli stessi funzionari. Questa separazione di competenze, mi permetto di ricordare che oltre ad evitare fenomeni collusivi, favorisce sicuramente la correttezza di tutti i procedimenti amministrativi. Ho fatto questa premessa perché la vicenda “casetta dell’acqua” attiene proprio a questo tipo di problema.

A riprova di ciò mi permetto di citare testualmente quanto contenuto nella delibera di Giunta di Casaletto Lodigiano n. 59 del 30 /10/2018 “premesso che l’Amministrazione Comunale, ha condotto per il tramite del consigliere delegato all’ambiente, un’indagine di mercato per individuare il migliore fornitore di casette dell’acqua, individuandolo nella ditta IMSA che offre un prodotto ad alta tecnologia, che consente un più efficace controllo della qualità dell’acqua erogata in termini di sicurezza alimentare”.

Ora mi si deve spiegare quali siano i mezzi di cui può disporre un amministratore, in specie un consigliere delegato, per fare indagini di mercato e individuare le ditte al posto dei tecnici preposti. Prova ne è che la bozza di contratto viene inviata con prot. 2556 del 27/06/2017 dalla ditta, non ai funzionari, come dovrebbe normalmente avvenire, ma agli amministratori. Detto ciò, nel giugno 2017, l’Amministrazione di Casaletto acquista attraverso l’Unione, per €. 18.000 la casetta che oggi eroga acqua ai cittadini, dopo avere direttamente individuato e negoziato in modo, chiamiamolo improprio, ahimè in qualità di amministratori, il fornitore del servizio. Il 30 luglio la casetta viene inaugurata alla sola presenza degli amministratori di Casaletto. Dal 1 agosto 2017 i cittadini possono servirsi e ritirare il proprio quantitativo d’acqua.

Da allora fino ad oggi la ditta ha incassato circa €. 10.000,00 di proventi dagli stessi cittadini. Peccato che proprio da quella data l’esperto Sindaco e la sua Amministrazione guarda caso “si dimenticano” di istituire la concessione che legittimerebbe il fornitore ad erogare il servizio. Mi risulta sia previsto per legge che, a meno di un possibile danno erariale, la cessione di un bene pubblico ad un privato preveda un ritorno economico per la cittadinanza che fino a prova contraria ne è proprietaria. Ma questo per le gestioni “padronali” è un concetto molto difficile da assimilare. E per il nostro Marazzina direi quasi incomprensibile.

Qui la cosa si fa ancor più interessante perché oltre ad avere incassato €.18.000,00 per l’acquisto, cui si sono aggiunti circa €. 10.000,00 di proventi per la vendita di acqua pagata dai cittadini, per la collettività non v’e nulla in cambio se non una generica manutenzione che guarda caso soltanto lo stesso fornitore è in grado di quantificare. Non esiste una canone corrispettivo o altro beneficio a favore del pubblico, cosa che fa ritenere che tale gestione sia estremamente sbilanciata a favore del privato gestore. Come se non bastasse, risultano ancora a carico del bilancio pubblico anche le utenze, acqua ed elettricità, che non sono mai state volturate allo stesso gestore.

Ecco allora che a settembre gli amministratori di Casaletto chiedono ai funzionari dell’Unione di “sanare” la situazione. Peccato però che le condizioni negoziate direttamente dagli stessi Amministratori con la ditta non consentano un affidamento diretto del servizio, in quanto verrebbe superata la soglia massima di €. 40.000,00 consentita per gli affidamenti diretti senza procedura di gara. Marazzina, accusa il personale di avere tenuto la vicenda nei cassetti, ma la realtà dei fatti, come sempre è diversa. Sempre per amore di verità cito cronologicamente, atti alla mano, il percorso della ormai nota Casetta. 1) Offerta Casetta - giugno 2017 - 2) dete_122_01-07-2017 - Determina di Acquisto Casetta - 3) Inaugurazione Luglio 2017 - 4) det_00347_28-12-2017 - Determina primo tentativo regolarizzazione, con allegati (A,B,C e Lettera di Invito) [Dicembre 2017] - 5) det_00068_2018 - Determina secondo tentativo regolarizzazione, con allegati [marzo 2018] - 6) det_00079_13-04-2018 - Chiusura procedimento di Regolarizzazione [aprile2018]. Per quanto sopra il procedimento non va a buon fine.

Ecco che tutto improvvisamente si interrompe e nonostante alcune sollecitazioni poste dai funzionari viene ripreso all’attenzione solo grazie alle richieste della minoranza di Casaletto che sulla vicenda interessano anche il sottoscritto, Presidente dell’Unione.

A differenza del “lungimirante” Sindaco di Casaletto, colgo l’occasione per ringraziare i funzionari, che al completo servizio di tutta l’Unione hanno comunque tentato l’apertura di un legittimo procedimento per sanare la situazione. Cosa però che non è andata a buon fine e non certo per loro demeriti. Il caso della casetta è quindi emblematico per comprendere come gli approcci delle due Amministrazioni siano differenti nella gestione della cosa pubblica. Il paradosso però è che la modalità dovrebbe essere univoca, vale a dire quella (del “sistema Caselle” per usare l’espressione di Marazzina) che fortunatamente è definita dalle leggi che disciplinano il procedimento amministrativo e lo rendono chiaro e trasparente. Mi sorge quindi un dubbio rispetto a quale sia allora il “sistema Casaletto”. Nessuno mette in discussione la bontà dell’iniziativa legata alla casetta dell’acqua, peraltro orientata ad una strategica educazione ambientale, ma tutti i procedimenti devono svolgersi nel pieno interesse dei propri cittadini amministrati e non a vantaggio del privato offerente.

Il sottoscritto, in qualità di Presidente dell’Unione, a tutela dell’interesse della collettività, in questo caso di Casaletto, ha chiesto per ben due volte alla ditta interessata di versare nelle casse dello stesso Ente quanto fino ad ora incassato. Non sono mai giunte risposte.

Visto che il Sindaco di Casaletto non ritiene di tutelare la propria cittadinanza, sarà la Corte dei Conti a pronunciarsi eventualmente nel merito e a chiedere al fornitore di restituire le quote ad oggi incassate in attesa di futura sanatoria, accertando ovviamente tutte le relative responsabilità. Noto con dispiacere che il consiglio personale dato a Marazzina in occasione dell’approssimarsi della stagione estiva non è stato forse accolto.

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, vista tutta questa sua propensione nello scrivere letterine, consiglio di inviarne una a Babbo Natale chiedendo come regalo tanto riposo, in vista dell’estenuante campagna elettorale che lo attende. Si perché nonostante abbia esaurito la possibilità di candidarsi, potrebbe farlo in altri contesti o magari convincendo qualche altro amministratore a “fondere” i Comuni. Dubito che lo facciano perché in questo periodo mi pare si sia fatto sufficientemente conoscere. Caro Direttore, ringrazio anticipatamente per la pazienza e la disponibilità che mi vorrà concedere.

Davide Vighi, sindaco di Caselle Lurani, presidente Unione Grifone

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