Pensioni da fame per 10mila invalidi

Pensioni da fame per 10mila invalidi

Greta Boni

A quanto ammonta l’assegno mensile di un “cieco civile assoluto”? Poco più di trecento euro, 302,23. Se si tratta di un “cieco civile parziale”, si scende a 279,47. Quest’ultimo trattamento vale anche per gli invalidi civili totali. La cifra tra 2016 e 2017 è rimasta la stessa e il limite di reddito è pari a 16.532,10 euro.

Decisamente troppo poco, per l’Anmic, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili che su questo problema ha ingaggiato da anni una battaglia. Nel Lodigiano le pensioni considerate “da fame”, ovvero quelle degli invalidi civili, sono 8.537, mentre quelle di invalidità, che comprendono l’accompagnamento per persone in gravissime condizioni, sono 1.870, per un numero totale di provvidenze che in provincia tocca quota 66.834. Un dato, quest’ultimo, aggiornato all’anno scorso e diffuso dall’Osservatorio Inps.

Nonostante la pressante richiesta di rivedere l’importo per questo tipo di assegni, finora nulla è cambiato, fanno sapere non senza una nota di rammarico dall’Anmic. «Nel 2009 - spiega Enrico Agosti, presidente del sodalizio - la nostra associazione ha depositato in Cassazione 320mila firme raccolte proprio con questo obiettivo: modificare gli importi al rialzo. Sono passati i governi, ci è stato detto che non ci sono i soldi perché gli invalidi sono troppi e come risultato... adesso non se ne parla più. Di fronte alla spiegazione “non ci sono soldi” non possiamo che arrabbiarci». L’Anmic rivendica le battaglie portate avanti affinché disabili e invalidi potessero ottenere più diritti: «Vorrei ricordare - sottolinea Agosti - che l’accompagnamento non è sempre esistito, è stata una nostra lotta a far sì che venisse riconosciuto».

Agosti spiega che con una circolare del 17 gennaio di quest’anno l’Inps ha comunicato i nuovi importi delle provvidenze e i relativi limiti di reddito per invalidi civili, ciechi e sordi. L’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali arriva a 512,34 euro. Le cifre degli assegni, in ogni caso, ricalcano quelle del 2016. L’Anmic osserva che all’interno della circolare Inps non sono contenute novità di rilievo, gli importi vengono ricalcolati ogni anno in base all’inflazione e al costo della vita.

Per il 2017 il ministero dell’Economia, insieme al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ha indicato un incremento dello zero per cento da attribuire automaticamente alle pensioni e ai limiti di reddito. Solo le indennità crescono dell’1,37 per cento.

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