Peschiera, ecco gli “acchiappacimici”

Maurizio Zanoni

Le cimici del letto hanno le ore contate. Da quando Matteo Lanciano e Simone Lafronza hanno avviato la loro attività di “Bed bugs seeker”, ossia simpaticamente di “acchiappacimici”, la sopravvivenza dei piccoli insetti ematofagi, che per loro natura pungono e succhiano il sangue umano o di animale, è messa a dura prova. Con l’ausilio dell’olfatto del migliore amico dell’uomo, infatti, i due ragazzi di Peschiera Borromeo, riescono ad individuare al primo colpo le cimici del letto, le quali generalmente infestano luoghi pubblici o strutture ricettive, treni, traghetti e navi. «Non sono - comunica l’Asl di Milano - un fenomeno dovuto a scarsa igiene: ci sono e ce le portiamo a casa o con i vestiti o con i mobili». Benché il trend abbia registrato un aumento esponenziale negli ultimi anni, il nuovo metodo dei “Bed bugs seeker”, importato dall’estero, sembrerebbe l’unico efficace. Un’iniziativa imprenditoriale vincente, unica in Italia e seconda in Europa, che ha partorito Matteo Lanciano dinnanzi ai problemi a cui deve far fronte in veste di rappresentante per un’azienda di prodotti di disinfestazione. «Nelle città più popolose come Milano, Torino e Genova - racconta - si riscontrava continuamente il problema delle cimici dei letti, che non veniva risolto con le classiche trappole in dotazione». Si tratta di striscioline adesive, talvolta anche riscaldate, il cui esito risulta sostanzialmente casuale. L’insetto viene, infatti, catturato qualora ci finisca sopra. Manca appunto l’esca, come potrebbe essere il sangue, il calore del corpo e le sue emissioni di anidride carbonica, che le attragga. «Così, frequentando le fiere - continua - ho scoperto che negli Usa, dove il fenomeno è ben più diffuso, si avvalgono del supporto di cani». E dopo essersi documentato, ha allora tentato di riprodurre tale metodo anche in Italia, con il coinvolgimento dell’amico Simone Lafronza, istruttore cinofilo ed esperto in comportamento canino. Nel 2010 i giovanissimi Matteo Lanciano e Simone Lafronza, rispettivamente classe 1984 e 1980, hanno perciò intrapreso, avvalendosi della consulenza di esperti entomologi , «un percorso - raccontano sul loro sito web www.bedbugsseeker.com - finalizzato alla formazione e all’addestramento di un cane specializzato nella ricerca e nel monitoraggio delle cimici dei letti». Scelta non semplice, che è ricaduta sulla razza austriaca Alpenländische Dachsbracke, selezionata per le spiccate doti olfattive. E adesso, in forza nella squadra, ci sono i fedeli Morgan e Nena, che, dotati di fiuto infallibile, hanno ridotto i tempi di lavoro. Per il controllo di una singola stanza si è passati da un paio d’ore a pochi minuti. Le cimici del letto, si capisce, non dormiranno più sonni tranquilli.

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