Custodire l’ambiente: un compito urgente e una responsabilità per ognuno di noi
La Messa ospitata nella sede della Canottieri

Custodire l’ambiente: un compito urgente e una responsabilità per ognuno di noi

Ieri pomeriggio sulle rive dell’Adda la Messa del Vescovo Maurizio per la Giornata della cura del Creato

Federico Gaudenzi

Il cielo cupo sopra la Canottieri, ieri, a ricordare la piccolezza dell’uomo davanti all’immensità del creato; e poi la pioggia, che ha costretto a spostare al chiuso la celebrazione per la giornata della Custodia del Creato.

Ma per contro, la pioggia stessa ha esaltato l’intima bellezza di una comunità riunita in una sala...quasi un cenacolo al piano superiore, in preghiera mentre fuori infuria l’acquazzone.

È quello che hanno percepito i fedeli che, ieri pomeriggio, subito dopo la lettura del Vangelo si sono spostati all’interno della struttura della Canottieri Adda per proseguire con la santa Messa celebrata dal vescovo Maurizio, che ha ringraziato l’associazione e le autorità civili e militari con il sindaco di Lodi, Sara Casanova, i sacerdoti presenti (il vicario generale don Bassiano Uggé, il parroco dell’Addolorata monsignor Bassano Padovani, il vicario di città don Attilio Mazzoni, don Antonio Poggi, consulente ecclesiastico “Coltivatori diretti”, il Rettore del Seminario don Anselmo Morandi e don Gigi Gatti), il coro Monte Alben e tutti i fedeli presenti.

Li ha guidati con le sue parole e il pastorale di legno, umile e bello come il tronco di un albero pronto a germogliare, simbolo della speranza in un futuro migliore che non può non passare attraverso la custodia del creato. Un impegno che nasce dalla consapevolezza che «ogni piccolo gesto è come un filo che tesse una vita migliore per abbracciare tutti»: con queste parole il vescovo, durante l’omelia, ha chiamato tutti all’impegno per il bene comune, della creazione ma soprattutto dell’uomo, «capolavoro della creazione».

Monsignor Malvestiti ha ripreso le toccanti parole del Vangelo, che insegnano a contemplare la bellezza del creato, senza indugiare nella preoccupazione: «Non mancheranno mai le inquietudini, ma ad ogni giorno basta la sua pena» ha detto il vescovo, chiamando a guardare non le cose, ma il messaggio di vita che si cela in esse, «il mistero della vita che ci accoglie, nella certezza dell’arrivo di un giorno che vince le notti dei cuori, perché la creazione apre il cuore alla speranza: siamo in una casa bella, che ci assicura quell’eternità che il nostro cuore desidera».

Guardando alla testimonianza di papa Francesco e del patriarca Bartolomeo, il vescovo ha quindi richiamato l’importanza della custodia di questo dono prezioso: «Custodire l’ambiente è un compito urgente ed è una responsabilità di tutti: delle istituzioni, delle comunità grandi e piccole, ma anche dei singoli. La risposta dell’uomo a questo dono è segnata dal peccato, che è la chiusura in noi stessi, la cupidigia di possedere e di sfruttare le persone e il creato, che diventa così il teatro delle nostre rivalità».

Come non tacere, quindi, l’emergenza climatica che affligge il mondo e minaccia la vita: «La prima risposta deve essere la preghiera: essa ci fa entrare nelle nostre coscienze e ci rende capaci di scelte nuove, con cui dire no all’ingordigia dei consumi e alle pretese di onnipotenza».

Anche quando parliamo del nostro fiume, l’Adda, con tutto l’incanto della sua bellezza, diventiamo quindi consapevoli che «lo qualifichiamo con questo possessivo senza dimenticare che ciò che è nostro è in realtà di tutti».

Al termine della funzione, il vescovo ha ricevuto dal presidente Erminio Boggi la tessera onoraria della Canottieri, e ricambiando con una piccola scultura di San Bassiano, nel 1700esimo anniversario della nascita del santo patrono della città e della Diocesi, ha chiesto al presidente e all’associazione di accompagnarlo nell’impegno educativo per i giovani.

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