L’omaggio a Lodi dell’Uva Rara Band
L’Uva Rara Band (foto Borella)

L’omaggio a Lodi dell’Uva Rara Band

Il gruppo banino al pubblico di piazza della Vittoria: «Siete unici al mondo, qui è meglio che in America»

«A tutti voi. Lodi è ancora meglio dell’America, questa piazza è unica al mondo». Così parlò Beppe Cipolla, “capitano” dell’Uva Rara Band. E alla dedica del leader del gruppo nato a San Colombano vent’anni fa, il pubblico di piazza della Vittoria va in visibilio: il simbolo di un sabato sera felice, che ha illuminato a ritmo di musica la notte di “Lodi al Sole”.

D’altronde, la bravura dell’Uva Rara è conclamata. Una garanzia. Da un organico formato da quaranta musicisti e tante voci, il gruppo può pescare di volta in volta gli interpreti più adatti per soddisfare ogni genere di gusto. Dalla 16enne Arianna De Piccoli a Sara Matera passando per Giulia Cipolla, dall’introduttiva “Hey non sunshine” alla nostalgica “Hey Jude”, il viaggio sonoro della band tocca pianeti, generi, stili e generazioni differenti. E il pubblico gradisce, ora cantando, ora applaudendo.

Pienone per l’Uva Rara Band in piazza

Dal blues al soul, dal jazz al soft rock, dai Police ai Blues Brothers, da Battisti a Paolo Conte: Giovanni Guerretti al piano, Roberto Bassi alla batteria, Roberto Placenti alla chitarra acustica ed elettrica e Emanuele Cutrona al basso a quattro corde accompagnano egregiamente le loro vocalist, mentre la piazza segue come ipnotizzata, un brano via l’altro, una sorpresa via l’altra. E allora sì, forse è vero, che Lodi è meglio dell’America: per una notte almeno, è bello crederlo.

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