Buffa racconta i “pugni al cielo”: vita e sport diventano teatro
Federico Buffa in “Black Leather, due pugni guantati di nero”

Buffa racconta quei “pugni neri al cielo”: vita e sport diventano teatro

L’episodio di Messico ’68 ricostruito dal giornalista in “Black Leather” all’auditorium della Bpl a Lodi

Quella di Tommie Smith e John Carlos è una storia che si racconta da sola: l’immagine dei due atleti di colore sul podio a Città del Messico nel 1968, con il volto reclinato e il braccio teso verso il cielo, è più espressiva di qualsiasi parola. Eppure il giornalista e “storyteller” Federico Buffa ci ha costruito uno spettacolo, in scena mercoledì sera all’Auditorium Tiziano Zalli, per andare oltre l’emozione e provare a spiegare, con una moltitudine di parole, l’atmosfera di quel periodo, la lotta per i diritti civili degli afroamericani che, attraverso un professore dell’università di San José, Harry Edwards, coinvolge lo sport fino a arrivare alle Olimpiadi, con l’Olympic Project for Human Rights.

Si intitola “Black Leather, due pugni guantati di nero” lo spettacolo che ricostruisce la vicenda di Messico ’68 partendo da quella immagine diventata iconica. Buffa è salito sul palco dell’Auditorium e, accompagnato dal pianoforte di Alessandro Nidi, e ha cominciato a leggere al pubblico che riempiva circa metà della grande sala per questo evento inserito nell’ambito della Milanesiana, il festival diretto da Elisabetta Sgarbi.

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