Il coro di Cambridge porta a Lodi lo spirito musicale anglosassone
Un momento del concerto ospitato nella chiesa dei barnabiti(Foto Borella)

Il coro di Cambridge porta a Lodi lo spirito musicale anglosassone

Venerdì sera celebrato il tradizionale appuntamento organizzato dall’associazione Monsignor Quartieri

Lo spirito musicale dei paesi anglosassoni a Lodi grazie al Girton College Chapel Choir di Cambridge, esibitosi venerdì sera nella chiesa di San Francesco. Da 14 anni la collaborazione tra l’associazione Monsignor Quartieri e il Collegium Vocale di Crema porta a Lodi cori inglesi d’altissimo livello artistico. Dopo il saluto iniziale di Gianmaria Bellocchio, presidente dell’associazione Monsignor Quartieri, che ha ringraziato i padri barnabiti di Lodi per l’accoglienza, l’introduzione del concerto è stata affidata a Innocente, direttore del Collegium Vocale: «Questa sera avrete l’occasione di ascoltare una perfetta esecuzione musicale, insieme all’opportunità di comprendere il significato di coro e musica nei paesi anglosassoni. Il coro inglese rappresenta la “comunitas” universitaria, composta da studenti e docenti, e richiede un impegno quasi totalizzante».

Il Girton college chapel choir

Il Girton College Chapel Choir, diretto dal maestro Gareth Wilson, ha eseguito vari brani di Marc’Antonio Ingegneri, compositore del XVI secolo. «La circolarità delle frasi musicali di questi brani avvolge completamente l’uditorio - ha spiegato Innocente -. La musica di Ingegneri, fa della maestosità e della solennità i suoi elementi più evidenti, assumendo i criteri liturgici del Concilio di Trento, appresi dal compositore grazie all’amicizia con il vescovo di Cremona, il futuro papa Gregorio XIV».

Il Girton College Chapel Choir, diretto dal maestro Gareth Wilson, ha eseguito vari brani di Marc’Antonio Ingegneri, compositore del XVI secolo. «La circolarità delle frasi musicali di questi brani avvolge completamente l’uditorio - ha spiegato Innocente -. La musica di Ingegneri, fa della maestosità e della solennità i suoi elementi più evidenti, assumendo i criteri liturgici del Concilio di Trento, appresi dal compositore grazie all’amicizia con il vescovo di Cremona, il futuro papa Gregorio XIV».

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