Della Torre, “un grande astrattista”
Enrico Della Torre, Tino Gipponi e Alessandro de PalmaPasqualino Borella

Della Torre, “un grande astrattista”

Inaugurata a palazzo Pitoletti-Fontana di Lodi la mostra curata da Tino Gipponi

A Lodi mancava dal lontano 1984, quando a ospitarne le opere fu il Museo Civico. Un’assenza troppo lunga, per un artista dal paese natio così vicino al territorio (è di Pizzighettone) e della sua caratura. Lo stesso curatore di allora, Tino Gipponi, ha pensato dunque di cucire questo strappo temporale con una nuova mostra, 35 anni dopo: “Un grande astrattista”, come si intitola l’esposizione vede le sale di Palazzo Pitoletti-Fontana celebrare Enrico Della Torre, 88enne maestro della pittura ospite domenica scorsa all’inaugurazione della bella personale visitabile fino al 26 maggio.

Un’opera di Enrico Della Torre in mostra

La definizione di «lirica razionalità» coniata dal critico Roberto Tassi indica alla perfezione il concetto da cui muovere per leggere le opere di Enrico Della Torre, il “grande astrattista”, anzi il più grande oggi in Italia secondo le parole usate da Gipponi presentando la mostra.

Una raccolta da non perdere, composta da 26 dipinti provenienti da collezioni private lodigiane, scelti per offrire una panoramica di grande rappresentatività qualitativa rispetto al percorso dell’artista 88enne, nativo di Pizzighettone e trasferitosi negli anni Sessanta a Milano. Oli, collage e pastelli esposti sono esposti in via XX settembre 31 nella mostra che prende in esame il tratto tra i primi anni Settanta e gli anni Novanta: una collocazione temporale non rilevabile visitando la rassegna, ma solo sfogliando il catalogo in vendita, avendo ritenuto il curatore di non accompagnare le opere alle pareti con didascalie.

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