Il fascino senza tempo delle “Relazioni pericolose”
Il Carlo Rossi di Casale

Il fascino senza tempo delle “Relazioni pericolose”

Un grande classico chiude venerdì sera la stagione teatrale a Casalpusterlengo

A renderle famose fu soprattutto lo straordinario cast con il quale, alla fine degli anni Ottanta, sbarco sul grande schermo. Ma il fascino delle “Relazioni pericolose” risale a oltre due secoli prima, quando Choderlos de Laclose le vergò in un romanzo: e perdura anche oggi, su un palcoscenico, come quello di Casale, dove venerdì 12 aprile chiuderà in grande stile il cartellone 2019 della stagione teatrale.

Il cast delle “Relazioni pericolose”

Se al cinema furono Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer, Uma Thurman e Keanu Reeves, al Carlo Rossi i protagonisti saranno Elena Bucci, Marco Sgrosso (la prima anche regista, il secondo suo prezioso collaboratore) e Gaetano Colella per la compagnia Le Belle Bandiere. Prodotto dal Centro Teatrale Bresciano, le “Relazioni pericolose” deve la sua attualità a un aspetto comunicativo molto particolare: «Il libro di Laclos è un romanzo epistolare – spiega Elena Bucci -_ nel Settecento i nobili comunicavano attraverso servitori sguinzagliati qua e là a recapitare lettere. Era uno scambio intenso e somigliava parecchio alla nostra ossessione per la comunicazione immediata, ma in maniera indiretta, attraverso un testo, come sui nostri odierni “social”».

Una sorta di “operazione pericolosa di continua frammentazione della personalità”, prosegue la regista, nella quale “si dava una rappresentazione di sé stessi sempre diversa, proprio come oggi, con tutti i pro e i contro». A Casale, i tre attori interpretano tutti i personaggi: «Sì – conferma Bucci – io faccio la carnefice, la signora de Merteuil, e la vittima, la signora de Tourvel; Marco Sgrosso fa Valmont e Gaetano Colella lo stesso Laclos. Cerchiamo di rendere la potenza della parola, il cinismo del potere verbale che, usato bene, può creare utopie per il bene di tutti, ma se usato male, diventa un’arma, come in questo nostro spettacolo dove anche i giovani vengono “contaminati” e perdono la loro purezza originale».

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