San Bassiano, la rinascita di un quadro
Il dipinto di San Bassiano restaurato nella parrocchiale di Villavesco (foto Seresini)

San Bassiano, la rinascita di un quadro

Villavesco ha festeggiato e raccontato il restauro del dipinto dedicato al patrono di Lodi

È tornato nella chiesa dove alcuni ancora lo ricordano, annerito da molta più fuliggine rispetto ad oggi, testimone di liturgie preconciliari “in bianco e nero” nella parrocchia dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. È il grande dipinto del vescovo Bassiano, padre e patrono del Lodigiano, restituito dopo il restauro alla chiesa che l’ha custodito per tanti decenni. L’evento è stato celebrato venerdì scorso alla presenza di don Luca Anelli, direttore del museo diocesano di Lodi, del parroco don Mario Zacchi e del Gruppo fotografico di Tavazzano, autore del video che ha raccontato le varie fasi del restauro eseguito dal team di Conservart guidato da Davide Cesari.

Il ritratto non è attribuito ad autore preciso, forse ad un atelier (ma qui è materia per esperti) di epoca decisamente barocco, nell’età dell’episcopato di Bartolomeo Menatti (1673-1702): un lungo periodo unitario anche per il Lodigiano sotto dominazione spagnola e in clima di compiuta riforma cattolica. L’attribuzione all’epoca tardo seicentesca del Menatti, ha spiegato don Luca Anelli, «emerge da un elemento che proprio il restauro affidato a Conservart ha permesso di far riemergere alla luce: il frammento di stemma araldico in basso a sinistra, proprio ai margini della tela, tagliato dalla cornice. Nelle condizioni precedenti l’insegna non era distinguibile, ma ora si svela un emblema con caratteristiche comuni allo stemma del Menatti».

Il pubblico all’evento

Il ritratto è lo stesso scelto per l’immagine e il manifesto delle celebrazioni in corso del diciassettesimo centenario della nascita del Santo. «Si tratta di una effigie che documenta bene i “paletti” messi alla rappresentazione di Santi, beati o altri soggetti di devozione dalla Controriforma o Riforma Cattolica - ha osservato don Anelli - Il personaggio doveva essere immediatamente riconoscibile come Bassiano, anche dal popolo, per la presenza di una cerva che simboleggia l’episodio miracoloso più noto della sua biografia».

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