Giurie e voto popolare: coda polemica a Sanremo
Baglioni, Virginia Raffaele e Claudio Bisio con il vincitore Mahmood dopo la proclamazione

Giurie e voto popolare: coda polemica a Sanremo

Baglioni: «Se il festival vuole davvero essere una manifestazione popolare potrebbe essere giudicato solo dal televoto»

Non doveva essere un Festival politico (e non lo è stato: pochissimi gli accenni all’attualità), ma proprio alla fine la “bomba” è scoppiata. La vittoria di Mahmood, al secolo Alessandro Mahmoud, papà egiziano e mamma sarda, ha scatenato una serie di reazioni contrastanti: da una parte quelli che sostengono che il successo sia stato “pilotato” dopo le polemiche di Baglioni sulla gestione dei migranti in Italia; dall’altra chi vede nel successo di Soldi, titolo della canzone vincitrice, la risposta migliore del cambiamento culturale in atto. I commenti si sono sprecati: «Mahmood... mah... La canzone italiana più bella?!? Io avrei scelto Ultimo, voi che dite??», ha scritto sui social il ministro dell’interno Matteo Salvini, raccogliendo migliaia di repliche.

Ultimo alla premiazione

All’opposto il messaggio dell’ex fidanzata Elisa Isoardi: «La vittoria di Mahmood è la dimostrazione che l’incontro di culture differenti genera bellezza». Pure Luigi Di Maio ha detto la sua: «Credo che chi ora sta usando la canzone che ha vinto Sanremo per dividere il governo stia un po’ a pezzi, e fa anche un favore a questo governo». Dal canto suo Mahmood ha voluto spegnere ogni tentativo di strumentalizzare la sua vittoria: «Io sono italiano, nato e cresciuto a Milano (a Gratosoglio per la precisione, ndr). Non mi sento tirato in causa. Nel brano ho messo una frase araba che è un ricordo della mia infanzia, ma sono italiano al 100 per cento».

l primo posto dell’ex concorrente di X-Factor, sul gradino più alto del podio davanti a Ultimo e a Il Volo, ha acceso anche la polemica sul sistema di votazione. Il televoto ha infatti premiato Ultimo, ma il parere di sala stampa e dei giurati d’onore capitanati da Mauro Pagani hanno ribaltato il risultato. «La gente è la mia vittoria – è il “tweet” di Ultimo -. Da casa eravamo il quadruplo rispetto agli altri». Nella conferenza stampa di ieri il direttore artistico Claudio Baglioni ha provato a fare chiarezza: «Se il festival vuole davvero essere una manifestazione popolare potrebbe essere giudicato solo dal televoto. O il risultato finale viene deciso da giurie ristrette di addetti ai lavori, certificati come tali, o questa mescolanza con il televoto rischia di essere discutibile». La 69esima edizione del Festival va comunque in archivio come quella del “ringiovanimento”: basti pensare che il podio era formato da cantanti con un’età media di 25 anni: «Quella che sembrava una favola - spiega Baglioni -, cioè che qualcuno arrivato da Area Sanremo potesse vincere anche il Festival di Sanremo, si è verificato. Ricordo quando una mia canzone entrò in classifica, giravo e guardando le case pensavo: qualcuno dietro quella finestra mi conosce. Credo che Mahmood sia stato travolto da un ciclone, avrei voluto essere nel suo cuore. Le canzoni sono arte tascabile ma sono stelle fisse, pietre dure, rimangono. A Sanremo c’è stato un segnale di cambiamento, ed è importante che rimanga».

Sul fronte ascolti, la direttrice di Rai1, Teresa De Santis, si dice molto soddisfatta: «Anche quest’anno Claudio Baglioni ha fatto il festival dei record, a cominciare dalla raccolta pubblicitaria per finire all’altissima percentuale di giovani che hanno seguito la gara. Ha aiutato Rai Uno a conquistare una sua forza e una sua identità. Ed è stato un viaggio che è riuscito a portare in evidenza la straordinaria bravura di Claudio Bisio e Virginia Raffaele».

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