Per Doriana Bellani “Sanremo è sempre Sanremo”
Doriana Bellani

Per Doriana Bellani “Sanremo è sempre Sanremo”

La violinista di Sant’Angelo è all’ottava partecipazione al Festival come membro dell’Orchestra sinfonica: «È sempre però una grande emozione, a cui non ci si abitua mai»

Sarà bello, avrà successo? Domande che attorno al Festival di Sanremo si sprecavano fin dalla vigilia, e che riecheggiano anche all’alba della luci e ombre (un milione e mezzo di telespettatori in meno del 2018) con le quali ha iniziato la sua edizione numero 69. Quello che da qualche anno è invece una certezza, porta il.. marchio dop del Lodigiano. Di Sant’Angelo, per la precisione, da dove arriva Doriana Bellani. La violinista barasina è infatti ormai una presenza pressoché fissa in Riviera, dove da metà gennaio ha di fatto spostato il suo... domicilio per quella che è l’ottava partecipazione al Festival della canzone italiana come membro dell’Orchestra sinfonica di Sanremo: «È sempre però una grande emozione - dice lei -, a cui non ci si abitua mai».

Parole e sensazioni scandite alla vigilia della kermesse, perché la testa e l’impegno adesso sono tutte per l’Ariston. Con il divieto di parlare di quelle canzoni già provate e riprovate con gli artisti in gara, anche se «sicuramente valgono e noi facciamo il nostro lavoro al meglio», assicura Doriana. Che ancora meravigliosamente incredula di questa favola che si ripete («Non mi sembra vero, ma sono già passati 7 anni dalla prima volta, un piccolo pezzo di storia che ho vissuto davvero da vicino») ha tutta l’intenzione di godersela fino in fondo, una volta di più: «Sei al top della musica italiana, circondata da grandi personaggi e musicisti, in un mondo bellissimo: penso che per un musicista sia il massimo. La bellezza della musica si contempla tutta qui».

Selezionata tra i professori aggiunti chiamati a integrare l’ensemble grazie alla sua «professionalità», come sottolinea il direttore generale dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo, Paolo Maluberti, la «professoressa Bellani» sogna di tracciare il cammino anche per i suoi epigoni: «Il consiglio a chi ha questo sogno è sempre lo stesso: bisogna crederci, impegnarsi e lavorare tantissimo perché nulla è regalato - chiosa la violinista -. Farsi ascoltare tanto, fare audizioni, avere sempre l’umiltà di ricominciare ogni volta da capo. Ai miei allievi, dico spesso: non dire non ce la faccio, ma provo a farlo. Perché solo con i tentativi, l’impegno e la costanza, si raggiungono gli obiettivi».

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