Brambati, un “capitale di bellezza” tra la Bretagna e gli scorci lodigiani
Sopra “Controluce in Bretagna” di Brambati

Brambati, un “capitale di bellezza” tra la Bretagna e gli scorci lodigiani

Da mercoledì a Palazzo Bocconi a Milano in mostra le opere del pittore castiglionese

Così diversa, la Bretagna spazzata dai venti nordici e ritmata dalle maree, rispetto ai paesaggi quieti della laguna veneta oggetto del suo interesse nel tempo della vicinanza alla seconda stagione della “Scuola di Burano”. E lontanissima, non solo per distanza fisica, dai luoghi lombardi del suo vissuto e specie da quelli lodigiani delle origini, dipinti lungo l’intero itinerario. Eppure sarebbero stati la luce di quella terra sull’oceano, il paesaggio aspro abitato da uomini in lotta con la natura divenuti emblema della vicenda umana, a ispirare al pittore Luigi Brambati le pagine più mature e distintive della sua poetica.

“Pescatori bretoni”

Sono queste due “anime” a comporre ora nel capoluogo lombardo il corpus più numeroso della mostra “Un capitale di bellezza” ( voluta da Azimut Capital Management, l’azienda finanziaria che ha organizzato l’iniziativa nell’ambito dei suoi progetti di mecenatismo culturale). Nelle sale di Palazzo Bocconi in corso Venezia 48, sede della finanziaria, una trentina di dipinti ribadiranno il senso della pittura dell’artista nato nel 1925 nella Castiglione d’Adda delle radici famigliari e morto nel 1983 a Milano.

Al decennio precedente la scomparsa dell’artista risalgono le opere della mostra, che ai motivi bretoni aggiungono scorci lodigiani e lombardi, nature morte e anche un autoritratto, rinnovando il ricordo del pittore visto in ambito lodigiano nelle personali postume del 2002 all’Ospedale Soave di Codogno, e nel 2013 a Villa Trecchi di Maleo.

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