Quel Paese risorto grazie a un’Assemblea

Quel Paese risorto grazie a un’Assemblea

Inaugurata all’auditorium Zalli di Lodi la mostra dedicata alla Costituente

«Come amministrazione abbiamo a cuore l’educazione civica dei nostri concittadini. Oggi è importante riflettere su cos’è stata la Costituente: degli statisti, che partivano da presupposti ideologici opposti, sono riusciti, grazie a un grande sforzo di sintesi e di confronto, a produrre la Carta Costituzionale, punto fondamentale della nostra Repubblica». È con queste parole che il vicesindaco di Lodi, Lorenzo Maggi, ha introdotto “L’Italia è. Assemblea Costituente, la rinascita di un popolo”, la mostra dedicata ai grandi personaggi dell’Assemblea Costituente inaugurata venerdì scorso nel foyer dell’auditorium Tiziano Zalli di Lodi. Pannelli, documenti e ricostruzioni per raccontare la parabola di una nazione che, messa in ginocchio dalla Seconda guerra mondiale, seppe rialzarsi grazie all’impegno comune dei suoi uomini migliori.

Divisa in quattro sezioni (“L’Italia è distrutta”, “L’Italia è amata”, “L’Italia è impossibile”, “L’Italia è viva”), la mostra ripercorre il cammino di un Paese che ridotto in macerie seppe trovare nel lavoro di Alcide De Gasperi, Giuseppe Dossetti, Piero Calamandrei, Palmiro Togliatti e altri grandi “padri della patria” la forza per superare le divisioni politiche e ideologiche sotto l’unica stella cometa del bene comune, fino a far letteralmente risorgere anche l suo popolo. Un percorso di cui essere orgogliosi e da non dimenticare, e che i promotori si augurano possa essere da lezione soprattutto per le scuole.

Bella la testimonianza in sede di inaugurazione di Markus Krienke, professore di filosofia politica all’università di Lugano e membro della fondazione “De Gasperi”: «Da tedesco rimango sempre impressionato dal grande impegno di riflessione e dall’interesse costante che gli italiani hanno nei confronti della loro Costituzione»; «Abbiamo voluto immedesimarci nel drammatico clima dell’epoca, in cui l’Italia cercava di liberarsi dagli orrori del periodo fascista», gli ha fatto Gabriele Mele, anch’egli membro della Fondazione De Gasperi. La mostra resterò aperta sino al 5 febbraio dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e dal sabato alla domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

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