Quando l’arte lodigiana “urlava” il ’68
Un’opera di Maffi

Quando l’arte lodigiana “urlava” il ’68

Nella vetrina alla Bipielle Arte l’onda della protesta interpretata in quegli anni da Maffi, Mauri e dagli altri “giovani leoni” della cultura cittadina

Partì da Parigi, e presto travolse tutto. Era “L’urlo del ’68”, come titola la mostra che fino al 10 febbraio allo Spazio Bipielle Arte di Lodi racconterà quell’emozionante, convulso e financo drammatico periodo rivoluzionario attraverso le sue interpretazioni storiche e soprattutto artistiche. L’onda della protesta, infatti, investì anche la cultura. E lontana dai riflettori, anche la piccola e placida Lodi ne fu testimone: merito delle opere dei giovani leoni di allora, da Mauro Staccioli a Ugo Maffi, da Giuliano Mauri a Luigi Volpi, fino a Paolo Costa e Mario Quadraroli, punte di lancia di un movimento cui la mostra dedica un’interessante sezione.

Alcuni di questi artisti furono protagonisti dello spettacolo che nel luglio di quello storico anno interpretarono al neonato Teatro del Viale lo spettacolo “Questa America”, denso di interrogativi sui fatti di oltreoceano, dove tra le altre montava forte la protesta per la guerra nel Vietnam. Mentre in ambito nazionale l’esaurirsi dell’informale lasciava spazio all’arte povera e ai mezzi extrapittorici, a sconvolgere i tranquilli orizzonti dell’arte lodigiana aveva già stato tre anni prima Mauro Staccioli, rappresentato alla Bipielle Arte da una scultura, da dipinti e grafiche, con la sua mostra accusata di filomarxismo.

Uno scorcio della mostra alla Bipielle Arte

Di Maffi, “L’urlo del ’68” presenterà alcune opere inedite, riflettendo ora sulle violenze del Franchismo, ora sulla tragedia lodigiana dei Martiri del Poligono. Le “Maternità atomiche” e le figure dei malati psichici rappresentative dell’iter che avrebbe condotto alla legge Basaglia sono nel “corpus” di Volpi, mentre Mauri sviluppa con modi memori della pop art riflessioni politico-sociali, al pari di Quadraroli e Costa, che con versatile linguaggio apre al concettuale, meditando anche sui fatti di Praga. La mostra sarà visitabile dal giovedì al venerdì nei seguenti orari: 16-19; il sabato e la domenica anche dalle 10 alle 13. Eventi collaterali sono previsti sabato 26 gennaio e sabato 9 febbraio alle ore 16,30; domenica 20 nel pomeriggio si terrò una visita guidata.

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