Teatro/1Un cast impeccabile è stato protagonista mercoledì a Lodi con “Cita a ciegas”
Gioele Dix in una foto di scena di “Cita a ciegas”(foto Borella)

Dopo la sfida del Malato immaginario - interpretare il ruolo che era stato del grande Franco Parenti, diretto dalla stessa regista, Andrée Shammah -, Gioele Dix è tornato “tra le mani” della Shammah per un’altra prova impegnativa, superata anche in questo caso con eleganza e disinvoltura: stavolta è protagonista di Cita a ciegas, testo dell’autore argentino Mario Diament, di cui la regista milanese ha curato anche la traduzione e l’adattamento, andato in scena mercoledì al teatro alle Vigne di Lodi.

Un ruolo impegnativo, quello affidato all’attore, per almeno due motivi: il personaggio è cieco, e allude esplicitamente alla figura dello scrittore Jorge Luis Borges. Dix risolve senza stereotipi di maniera la resa del personaggio, costruendo per lui un carattere asciutto, dai modi eleganti e sempre giocato sul registro di una sorniona ironia esercitata sugli altri, su se stesso e anche sulla sua menomazione fisica.

Il personaggio dello Scrittore appare seduto su una panchina di un parco di Buenos Aires, dove si gode il fresco del mattino davanti a due grandi alberi di jacaranda, i i cui rami fioriti fanno da velario tra il palcoscenico e la platea. Accanto a lui vengono a sedersi prima un bancario di mezza età, poi una giovane artista dai modi bruschi, e come trascinati da una forza a cui non sanno opporsi, ciascuno dei due abbassa le difese e si lascia andare a confidenze intime, che mettono a nudo zone oscure e fragilità. Il pubblico fa appena in tempo a pensare che quella panchina assomiglia a un lettino da psicanalista, ed ecco che il muro che sta dietro la panchina si apre a libro, diventando l’interno di uno studio dove si sta svolgendo, appunto, una seduta psicanalitica (ma lo studio, con le altissime pareti completamente tappezzate di libri, è anche un po’ una biblioteca di Babele): una donna racconta alla dottoressa il suo disagio e il motivo del suo turbamento...

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