Laus Pompeia si racconta con i tesori della filatelia
Il Conventino continua a raccontare il passato di Lodi Vecchio

Laus Pompeia si racconta con i tesori della filatelia

”Frammenti di un impero”: una mostra-evento allestita al Conventino e al museo di Corte Bassa a Lodi Vecchio

Riemergono dal passato tracce della nostra storia. La storia dell’antica Laus Pompeia, che viene raccontata ora attraverso i tesori della filatelia e del collezionismo privato. Lodi Vecchio diventa capitale della filatelia per tre giorni con la maxi mostra-evento dal titolo “Laus Pompeia: Frammenti di un impero”, allestita da sabato 10 a martedì 13 novembre da Museo archeologico Laus Pompeia e Civitas Laus onlus, associazione culturale che gestisce il sito museale.

Sei le associazioni filateliche, nazionali e locali, che parteciperanno all’evento portando i loro tesori a tema in mostra negli spazi del Conventino di via San Lorenzo e del museo di Corte Bassa: il Centro Italiano Filatelia Tematica, Unione Italiana Collezionisti Olimpici e Sportivi, il Circolo Filatelico Numismatico Banino, il Circolo Filatelico Numismatico Cremasco, Circolo Filatelico Numismatico Cremonese, Circolo Filatelico Numismatico Lodigiano.

Sede principale dell’esposizione, curata dal team di Civitas Laus composto dagli architetti Ivan Bonardi e Angelo Garioni, da Rosaria Soria e da dottor Paolo Torre, sarà il Conventino di via San Lorenzo e permetterà ai visitatori di scoprire il progetto “Tutte le strade parton da Roma” con 27 mini collezioni filateliche da 12 fogli sulle strade romane realizzate dai soci CIFT, una sezione realizzata dalle associazioni locali con quattro collezioni riguardanti la posta presso i romani, la vittoria alata, la quadriga e alcuni temi architettonici presenti nelle città dell’impero. Collegata alla mostra filatelica, anche l’esposizione di materiale collezionistico fornito dalle altre associazioni e da singole persone.

«La numismatica nel mondo antico aveva un valore simbolico ed era la dimostrazione del potere economico su di un territorio - spiega il conservatore del museo, l’archeologo Gianluca Mete - : nel museo abbiamo il Tesoretto di San Michele che ben rappresenta questa realtà. La mostra valorizza il mondo della filatelia e della numismatica che attinge molto spesso dalla storia e dall’archeologia».

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