La sfida di Rudy ai fornelli incandescenti di “Hell’s kitchen”
Un’immagine scherzosa di Rudy Tagliafierro in cucina

La sfida di Rudy ai fornelli incandescenti di “Hell’s kitchen”

Lo chef Tagliafierro dal ristorante Bollicine di San Fiorano alla trasmissione di Sky

Dai fornelli della Bassa a quelli “incandescenti” di Sky. Si definisce «sanguigno», «amante dei sapori forti» e «dei piatti di sostanza». Ma anche uno chef affezionato alla cucina casereccia che ripropone con una mentalità 2.0. Qualità che hanno permesso a Rudy Tagliafierro, titolare del ristorante Bollicine di San Fiorano, di entrare nella brigata di “Hell’s kitchen”, il noto programma con Carlo Cracco iniziato martedì in prima serata su Sky Uno. Dalla mamma, calabrese, lo chef lodigiano ha ereditato il carattere forte e il gusto senza compromessi delle pietanze. Dal papà, originario della Costiera Amalfitana, Rudy ha invece fatto suo lo spirito imprenditoriale.

Rudy Tagliafierro

La partecipazione è nata quasi per caso: «Una sera ero seduto nel mio locale insieme ad alcuni amici – racconta Tagliafierro - e, scherzando un po’, si è deciso di inviare il modulo per partecipare al programma: in seguito sono stato contattato». Nato a Rho, nel Milanese, 39 anni fa, è nella Bassa, terra a vocazione agricola, che Tagliafierro è cresciuto, coltivando quel suo approccio popolare e schietto. Quello di chi «ama stare fra la gente e scherzare». Spalle larghe, braccia tatuate e sguardo che non si abbassa mai, Rudy è abituato a sgobbare dalla mattina alla sera, spesso per 14 ore filate. «Oggi invece si dà più peso a gente come i food blogger che sanno a stento cucinare, ma fanno belle fotografie ai piatti...».

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