Mason e le origini della leggenda

Mason e le origini della leggenda

Il batterista dei Pink Floyd fra i protagonisti della settimana di appuntamenti “live”

Chi si loda, si sa, si imbroda. E chi si omaggia da sé? Fa la gioia di chi si presenterà giovedì al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Dove il famoso batterista Nick Mason celebrerà una parte dell’epopea della band di cui è stato tra i fondatori. Non serve riflettere a lungo per ricordare che si tratta dei Pink Floyd. Mason ha composto canzoni e suonato in ogni album dello storico gruppo londinese. Siccome sarebbe impossibile riproporre l’intero repertorio, anche limitandosi ai singoli, cosa si è inventato il 74enne compositore (anche appassionato di automobilismo)? Andare alla fonte della storia dei Pink Floyd. Nel senso di riprendere, scomporre e ricomporre i primi due album. Si viaggia a ritroso nel tempo, destinazione anno 1967, quello che ha “inventato” la musica psichedelica britannica: “The Piper At The Gates of Dawn”. Un passo avanti di un solo anno, il fatidico 1968, porta a un sound più sperimentale. Quello di “A Saucerful Of Secrets”. Titolo scelto anche per questo tour, in cui Mason si presenta sul palco affiancato da Gary Camp degli Spandau Ballet, Guy Pratt, ex Pink Floyd e collaboratore di Brian Ferry, Lee Harris, già dei Talk Talk, e Dom Beken, quotato tastierista. (Nick Maso: giovedì 20 al teatro degli Arcimboldi di Milano).

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Può creare dipendenza. E ipnotizzarti, farti sognare di trovarti a guardare le stelle passeggiando lungo qualche strada immersa nella notte del deserto. Effetti prodotti dalla voce raffinata e dalle atmosfere da favole intessute da Passenger. Un menestrello. Questa è la definizione che, più diffusamente, accompagna le esibizioni e gli album del cantautore Michael David Rosenberg. Martedì si esibisce all’Alcatraz di Milano, dopo i tre concerti estivi itailani che ne hanno accresciuto la fama. Già solida, grazie al suo primo singolo da solista, il fortunato “Let her go” del 2013. Prima c’era stato un album nei Passenger. Poi, utizzando ancora il nome del gruppo, ha proseguito da solo, con la chitarra. E tanta atmosfera. (Michael David Rosenberg: martedì 18 all’Alcatraz di Milano).

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Ha emozionato con il brano “Nonostante tutto”, composto insieme alle detenute alla Giudecca di Venezia, ha vissuto una carriera in crescita che si accinge a tagliare un nuovo traguardo. L’artista in questione è Jack Jaselli e ha in serbo una bella sorpresa per il pubblico che andrà ad assistere al suo live di domani (sabato) alla Spaziomusica di Pavia. Si tratta della presentazione, in anteprima, di alcui pezzi del suo primo brano in italiano. “Torno a casa” a metà ottobre ci farà conoscere le più recenti composizioni dell’autore e chitarrista che, partito dalla sua Milano, ha fatto più volte il giro del mondo. E’ arrivato “In fondo alla notte”, alla ricerca di un rock che parli il linguaggio universale della libertà. (Jack Jaselli: sabato 15 alla Spaziomusica di Pavia).

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Un modo divertente di partecipare ad una delle numerose ricorrenze dell’anno “fatidico” 1968 viene proposto lunedì a Piacenza. Nel ricco cartellone del “Val Tidone Festival” trova spazio una serata, nel cortile di Palazzo Rota Pisaroni, in cui è protagonista assoluto il pianoforte di Danilo Rea. Con la presenza preziosa (sia chiaro, virtuale) delle due band più famose a livello mondiale della fine di quei “leggendari” anni sessanta. Infatti la scaletta del live del noto jazzista romano è un omaggio ai Beatles e ai Rolling Stones. “Something in our way” reintrepreta con passione le canzoni che tutti conoscono. Ma, ci tiene a sottolineare, inserendo ogni volta una sfumatura, una nota diversa. Stai lontana, noia. (Danilo Rea: lunedì 17 al “Val Tidone Festival).

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