Vigne nel solco della tradizione, «con attenzione ai talenti locali»
Il nuovo direttore artistico e gestionale del teatro alle Vigne Angelo Curtolo

Vigne, un teatro nel solco della tradizione, «con attenzione ai talenti locali»

Il neo direttore della sala comunale di Lodi Angelo Curtolo anticipa alcuni contenuti della nuova stagione

Continuità e attenzione agli artisti (e ai talenti) espressione del territorio. Correrà nel solco di questi due binari la stagione 2018/19 del teatro alle Vigne di Lodi, che può contare su un nuovo direttore nella persona di Angelo Curtolo, già al comando dei teatri di Verona, Legnago e Treviso, con una formazione che unisce le competenze sul fronte dello spettacolo e dell’arte a quelle più squisitamente manageriali. Subentrato “in corsa” nella sala di comando della sala di via Cavour, Curtolo ha faticato non poco a confezionare la nuova stagione di prosa, dovendo fare i conti con la programmazione già più avanzata di altri teatri lombardi; ma si dice comunque soddisfatto di quanto approntato.

«Non voglio svelare più di tanto quanto abbiamo programmato in questi mesi - esordisce il direttore - contando sul prezioso aiuto di tutto lo staff delle Vigne oltre che sull’assessorato alla Cultura e sulla direzione di Giona (la società cui fa capo il teatro, ndr), riservandomi di illustrare il tutto in una prossima, imminente occasione pubblica. Tuttavia posso anticipare qualche contenuto e, soprattutto, illustrare le linee guida che sono state seguite su indicazione dei nostri partner. A partire dalla scelta di non fare rivoluzioni e di puntare anche sulle risorse locali».

«Gli abbonati - prosegue il direttore - non avranno sgradite sorprese: ci sarà una stagione di prosa con 7 titoli principali (per lo più espressione di drammaturghi contemporanei, con l’eccezione di Molière) e alcuni spettacoli “fuori sacco” in concomitanza con alcune giornate particolari come quella contro la violenza sulle donne o il Capodanno (con gli inossidabili Franco Rossi e Bigno Bignami, ndr). Avremo poi una sorpresa musicale con Stefano Signoroni. Purtroppo per ragioni di budget non è stato possibile dare vita a spettacoli di operetta, almeno per quest’anno».

Quanto ai possibili assetti gestionali futuri del teatro, pur rimandando alle scelte di Comune e Giona, il neo direttore conferma di avere avviato con tutte le parti in causa una riflessione sulla possibilità di dare vita a una Fondazione, ente più snello e soprattutto in grado più agilmente di raccogliere contributi economici di soggetti terzi (privati) e, dunque, di rilanciare anche sul piano economico la storica sala cittadina di via Cavour.

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