Aretha Franklin, la regina del soul muore a 76 anni
Aretha Franklin in una vecchia con Luciano Pavarotti

Aretha Franklin, la regina del soul muore a 76 anni

Dopo giorni di annunci, purtroppo è arrivata la notizia ufficiale

Aretha Franklin è morta oggi, 16 agosto, nella sua casa di Detroit alle 9.50 locali (le 15.50 in Italia) per un cancro avanzato al pancreas, circondata dalla famiglia e dai suoi cari. È quanto conferma la famiglia, in una dichiarazione diffusa dall’agente di lunga data della “regina del soul”, Gwendolyn Quinn. «È con profonda tristezza che annunciamo la morte di Aretha Louise Franklin, la regina del soul», recita il comunicato. «In uno dei momenti più bui delle nostre vite, non riusciamo a trovare parole appropriate per esprimere il dolore del nostro cuore», scrive la famiglia. «Abbiamo perso la matriarca e la roccia della nostra famiglia.

Una foto recente della “regina del soul”

L’amore che aveva per i suoi figli, nipoti e cugini non aveva confini». La famiglia si dice inoltre «molto toccata dall’incredibile amore e sostegno» seguito all’annuncio di lunedì del peggioramento delle condizioni di salute della cantante, alla quale era stato diagnosticato un cancro nel 2010. Scorrendo la biografia dell’artista non si può far a meno di notare come la sua vita sia racchiusa nei luoghi che l’hanno vista nascere, il 25 marzo del 1942, e morire: Memphis e Detroit, due delle città più musicali d’America. Qui, infatti, sono nati alcuni dei generi tradizionali della musica del Nuovo Continente. Qui sono andati contaminandosi da una parte il jazz, il blues e il country (che divennero rock’n’roll con Elvis) e dall’altro il soul, l’r&b e il funky (ma a Detroit, città dell’auto, è sorto anche l’hard rock e la fusion). La Franklin assorbì tutto questo non passivamente, anzi andò rielaborando questo nuovo e inedito americano songbook, modellandolo sulla sua potente vocalità.Ora non si tratta di tracciare una genealogia della vocalità femminile soul-jazz. Molte sono state le interpreti di grande livello. Alcune degne di stare al passo della Franklin, che però seppe sfruttare anche i cambiamenti dell’industria musicale americana come quando ricantò Respect di Otis Redding, facendolo diventare un suo cavallo di battaglia o come quando fu arruolata da John Landis nel cult-Movie The Blues Brothers che la riportò in auge dopo un periodo non facile di quella che stata definita The Queen of Soul.

Fabio Francione

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