Camilleri e un mistero sulle orme di Sciascia

Camilleri e un mistero sulle orme di Sciascia

Torna per Sellerio il giallo ispirato al celebre “A ciascuno il suo”

È il 21 marzo del 1890 e a Vigata, tra piazze e balconi gremiti di folla, va in scena come ogni anno il “Montorio”, rappresentazione sacra sulla passione di Cristo del cavalier D’Orioles. Il fatto eclatante è la scomparsa (o sparizione?) del ragionier Patò, impiegato alla locale banca, che interpreta la parte di Giuda e che, dopo la sua discesa in una botola che lo avrebbe condotto all’inferno, non si presenta né a raccogliere gli applausi finali né a casa, dove moglie e figli lo attendono. Questo è il motore dell’originale giallo enigmistico scritto dall’irridente penna di Andrea Camilleri, che trae ispirazione da un brano tratto da Ciascuno il suo del suo conterraneo Leonardo Sciascia intorno al quale, per sua stessa ammissione, ha a lungo riflettuto.

Non c’è un narratore, ma è il dossier, una serie di documenti disposti in ordine cronologico, come articoli di giornali locali, scritte murali, informative di carabinieri e agenti di questura, carteggi, planimetrie del palco teatrale e del palazzo nobiliare antistante, a costruirne la trama tenendo in sospeso il lettore con colpi di scena continui.

Il giallo, già pubblicato da Mondadori nel 2010 e ora tornato alla Sellerio nel settore Memorie, è una girandola di ipotesi infinite sui motivi della scomparsa dell’ irreprensibile signor Patò e di situazioni esilaranti; addirittura, anche due sudditi di Sua Maestà reale britannica fanno congetture, aggiungendo confusione ...e il mistero si fa più fitto. Soprattutto, il lessico, a volte rigorosamente burocratese e formale, altre volte estremamente sgrammaticato o con forti contaminazioni linguistiche siciliane, esalta la cifra stilistica dell’autore che osserva la realtà con ironia e amarezza tracciando una satira sociale e di costume/ malcostume dell’epoca.

Sullo sfondo, tra la banca Trinacria e le vie del paese, i temi a lui più cari: l’annosa rivalità tra pubblica sicurezza e reali carabinieri, i compromessi tra potere politico e militare, la cultura popolare delle rappresentazioni sacre, dove testi preziosi venivano stravolti per renderli più comprensibili al popolo minuto, con le battute recitate in lingua siciliana, e la mafia, sempre un’ombra lunga e incombente.

I personaggi della piccola borghesia di questa cittadina di provincia, tratta dall’immaginario prolifico dello scrittore siciliano, sono parte viva e pulsante di un teatro della vita in cui si svolge la stessa rappresentazione sacra: una matrioska sorprendente dai richiami pirandelliani dove vita e morte si alternano e irridono lo spettatore trascinandolo in un vortice di interrogativi e sorprese.

Antonino Sidoti

Andrea Camilleri
La scomparsa di Patò
Sellerio, Palermo 2018, pp. 272, € 14.

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