Quelle lettere appese a mezz’aria, così l’arte racconta la solitudine
L'installazione nel cortile

Lodi, una mostra per raccontare la difficoltà di ascoltare

Inaugurata al Caffè Letterario la collettiva sull’incomunicabilità

Sei artisti e diverse forme d’espressione per raccontare l’incomunicabilità. È stata inaugurata sabato la mostra collettiva “Rumore bianco - Nulla è più difficile dell’ascolto”, un progetto nato spontaneamente ai tavolini del caffè. Le note al violoncello di Marco Righi dell’Accademia Gaffurio, accompagnato da giochi di luce e sbuffi di fumo, hanno creato subito un’atmosfera intima e raffinata che ha reso ancora più suggestiva la serata.

Ad accogliere il visitatore è l’installazione artistica nel cortile, idea del titolare del locale, Claudio Vigentini, e realizzata insieme a Caterina Malusardi e ad altri compagni di viaggio che si sono aggiunti strada facendo: fili invisibili sospesi nell’aria a cui sono appese pergamene svolazzanti che riportano lettere o messaggi mai arrivati a destinazione.

All’interno del locale ha ospitato gli scatti firmati da Luca Maccagni, corredate da riflessioni e pensieri della scrittrice Ilaria Rossetti. Il tutto è completato dall’esposizione di tre ritratti fotografici di Isaia Crosson al piano superiore e dall’allestimento di un’installazione sonora, all’ingresso del locale, ideata dall’attore Dario Del Vecchio, una sorta di camera buia in cui, in loop, si potevano ascoltare brani recitati che rimandano all’incapacità di comunicare e di farsi ascoltare.

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