Crema, nel duomo il tratto di Bernardino Lanzani
La lunetta con L'istruzione della Vergine

Le tracce di Bernardino Lanzani nel duomo di Crema

Attribuite al pittore di San Colombano due opere conservate nella cattedrale

Non si trova traccia di rapporti con la città di Crema, nella biografia di Bernardino Lanzani che incontra i sanguinosi fatti storici avvenuti nella Lombardia dei primi decenni del Cinquecento. Eppure, una recente attribuzione ribadisce a due dipinti custoditi nella cattedrale cremasca la paternità del pittore di San Colombano al Lambro, già sostenuta dagli storici dell’arte Franco Moro e Andrea De Marchi. Una delle opere, una lunetta lunga oltre 4 metri raffigurante L’istruzione della Vergine, è recentemente balzata all’attenzione delle cronache per il restauro sostenuto dal Lions Club Crema Gerundo che l’ha restituita alle sembianze originarie, visibili nella sua provvisoria collocazione in sacrestia.

La Pala con La Madonna con Bambino e Santi, conservata nella chiesa dell'Abbazia di Bobbio

L’assegnazione per comparazione stilistica a Bernardino Lanzani da parte dello storico dell’arte cremasco Gabriele Cavallini apre nuovi scenari sul percorso che dal borgo dove era nato intorno al 1460 condusse il pittore tra Milano e Pavia, prima affascinato dalla pittura del Bergognone e poi pronto ad aggiornarsi alle novità di Leonardo, di Raffaello e del Perugino, mentre sullo sfondo delle turbolenze storiche si rendeva lui stesso protagonista di drammatici eventi.

Da Pavia dove numerose restano le testimonianze della sua arte si allontanò probabilmente nel 1525 dell’assedio che decretò la vittoria degli imperiali di Carlo V sull’esercito di Francesco I, per rendersi poco dopo autore di un omicidio che lo costrinse a riparare a Bobbio, inseguito da un mandato di cattura, presso i monaci dell’Abbazia di San Colombano. L’importante decorazione pittorica eseguita nel 1526 in questa chiesa che conserva il suo capolavoro, la pala con la “Madonna con Bambino tra San Benedetto e Santa Caterina”, era considerata l’ultimo esito dell’arte di Bernardino, che in assenza di notizie successive si riteneva scomparso poco dopo.

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