La vita con l’obiettivo di Oliviero Ferri, un fotografo «quasi per caso»

Da venerdì 27 aprile alla Bipielle Arte di Lodi la rassegna dell’autore di Borghetto

«Come sono diventato fotografo? Quasi per caso. Avevo 17 anni, lavoravo all’Alfa Romeo e un collega parlava solo di scatti e di sviluppo delle immagini, di fatti e luoghi fissati sulla pellicola. La sua passione mi ha contagiato, e la successiva assunzione alle Assicurazioni Generali di Milano mi ha consentito di acquistare l’attrezzatura che mi ha aperto le porte sul mondo poi mai più abbandonato». Si racconta così Oliviero Ferri, l’autore di Borghetto Lodigiano che da allora ha visto scorrere davanti all’obiettivo una quarantina d’anni di persone e di luoghi, vivendo in prima persona la rivoluzione del passaggio tra analogico e digitale.

La sua vicenda di fotografo è documentata dalla personale in apertura alle 17,30 di oggi allo Spazio Tiziano Zalli di Bipielle Arte gestito dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi, un’antologia leggibile seguendo il filo temporale che collega gli oltre 150 scatti esposti, ma specialmente secondo i momenti tematici richiamati anche nel titolo della mostra “Spettacolo, architettura, costume e ambiente” che sintetizza di Ferri i principali campi di indagine. Il percorso dichiara innanzitutto che se la casualità ha giocato una parte nel suo incontro con la fotografia, è certo che questa ha trovato accoglienza nel terreno fecondo della personalità curiosa e creativa di Ferri, aperta all’esplorazione delle realtà a lui più vicine rappresentate dalla gente e dai luoghi del suo paese, come alle altre incontrate nei numerosissimi viaggi per il mondo. Evidente, nello scorrere delle immagini alle pareti, la capacità di “Oliver” di allontanarsi dalle regole precostituite per affidarsi a un patrimonio di tecniche del tutto personale costruito attraverso l’esperienza, dove ogni scelta è in funzione della resa documentativa ed espressiva. La mostra patrocinata dai Comuni di Lodi e di Borghetto, e realizzata in collaborazione con “Fotlito73Grafic”, propone anche scatti già esposti in precedenti iniziative a Lodi e nel territorio, compresa la grande panoramica dell’interno della chiesa dell’Incoronata, in una ricostruzione di impianto tridimensionale. Ci si addentra poi nel vivo delle serie dedicate al mondo dello spettacolo nel tempo della collaborazione di Ferri con Mediaset, quando mattatori del piccolo schermo erano Mike Bongiorno, Raffaella Carrà o Fiorello. Poi le fotografie di scena per speciali televisivi, i servizi per “Miss Italia” e per lo sport, per arrivare ai reportage nei luoghi più disparati del pianeta, ai quali fa da contraltare l’interesse per i personaggi del lodigiano in ritratti posati e non; e ancora, lo “still life” e la prediletta fotografia di architettura, che hanno messo in gioco la competenza di Ferri nell’uso del banco ottico.

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