Sassanelli, l’arte della contaminazione

E. D.

Fino a domani, Antonella Sassanelli espone con la sua Nuova Pittura di Rivelazioni nei locali di Cascina Roma a San Donato Milanese. Nativa di Modena ma da molto tempo trasferita a Milano - attualmente residente a Colturano - l’artista ospite della galleria sandonatese proclama come parola d’ordine la contaminazione. E si dimostra capace di tenere fede non banalmente a tale

verbo, proponendo qualcosa che - pur nel panorama di un linguaggio sperimentale e postmoderno affollato da migliaia di adepti del linguaggio trasversale - è in grado di manifestare una non irrilevante personalità. Formatasi negli anni ‘80 attraverso la recitazione, il mimo, la video art e la scrittura, Antonella Sassanelli porta oggi a maturità queste diverse influenze lavorando su due piani: significato e significante. Il significante non è un elemento secondario nel suo discorso. Forte è la minuzia e l’attenzione con cui si concentra sull’aspetto tecnico, ovvero sull’«artigianalità» dell’opera d’arte. Ecco quindi l’ospite dello spazio di San Donato muoversi con perizia nella tecnica dell’ossidazione, la più “sua”, definita iron&rust art. Dove un’immagine (di solito un ritratto) emerge dalla corrosione della tela attraverso un procedimento di “scarnificazione”, di degradazione indotta che produce in conclusione un effetto di straniamento spazio-temporale. Il ritratto “rugginoso”, virato in seppia, pare arrivare da un tempo remoto - alcune sagome di adolescenti-lavoratori che emergono dalle nebbie seppia evocano la Rivoluzione industriale di un secolo e

mezzo fa- o forse da nessun tempo del tutto. Ma in linea più generale, considerando ancora il medium - la materia, non il fine - questa artista che nel 2011 ha partecipato a “Sckeda Metropolitana” a Prato, ha avuto mostre in Inghilterra, Spagna e in Italia a Vicenza, Cagliari, Porto Recanati, dimostra di saper lavorare praticamente tutto: fotografie, tessere di mosaico, colla,pomice, spago, silicone, ogni materiale insomma. Il tutto accompagnato da testi e poesie dal suo coté di narratrice. Persino la “mail art”, in pratica una sorta di social network di artisti che elaborano un tema su suggerimento del protagonista della personale, fa parte del suo repertorio. «Il contenuto di un’opera d’arte non

andrebbe mai spiegato», dice lei stessa quando le si chiede “di cosa parlano” questi volti umani (c’è l’Uomo, non il paesaggio al centro: diremmo il paesaggio umano) che definisce «tra sopravvivenza e buona Novella». A vederli è inevitabile andare a Bacon e Burri: i numi tutelari sembrano quelli. La protagonista a cascina Roma evidenzia però come la rappresentazione della condizione umana che intende manifestare non sia solo lacerata dal dubbio, o dalla pena, ma aperta allo squarcio di sole. Proprio come nella tela “palindroma” esposta nella prima sala: una corda lega un volto che ride a uno che piange, e si può andare indifferentemente da sinistra a destra come da destra a sinistra.

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La Nuova Pittura

Antonella Sassanelli a Cascina Roma, San Donato Milanese, fino a domani, ore 9.30-12.30/14.30-18.30 (ingresso libero)

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