Anche il pronto soccorso del Policlinico “respira”: «Passati da 39 a 12 accessi»
Il dottor Saverio Chiaravalle, primario del pronto soccorso del Policlinico

A San Donato anche il pronto soccorso del Policlinico “respira”

Passati da 39 a 12 accessi, «una flessione che auspichiamo sia confermata»

Giulia Cerboni

«Nei giorni scorsi anche presso il nostro pronto soccorso abbiamo finalmente iniziato a vedere uno spiraglio di luce, con una diminuzione del pazienti Covid-19, ma non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia». Il primario del reparto per le emergenze del Policlinico San Donato, Saverio Chiaravalle, dati alla mano conferma un calo di accessi dei malati affetti da coronavirus. Tracciando un bilancio fa presente: «Dal 15 marzo al 6 aprile abbiamo avuto 518 accessi e il 97 per cento di questi aveva sintomi da Covid-19. Siamo arrivati a toccare la punta di 39 casi in un giorno, mentre domenica scorsa abbiamo avuto 12 accessi. Si tratta di un’oggettiva flessione che auspichiamo venga confermata nei prossimi giorni, ma siamo ancora in una fase in cui il livello di attenzione deve rimanere elevato».

Il clima, anche tra il personale del nosocomio del Gruppo Rotelli, è quindi di speranza, ma anche di grande cautela, in quanto, di fronte a un virus che è ancora poco conosciuto, il timore dei sanitari è quello di sbilanciarsi prima del tempo. Anche perché fino ai giorni scorsi i reparti dell’ospedale dedicati al Covid-19, con un totale di 220 posti letto, erano ancora pieni di pazienti, così come anche le 28 terapie intensive erano tutte in funzione. Per il momento i miglioramenti riguardano quindi una prima contrazione di nuovi contagi, in attesa che gli effetti positivi delle misure di contenimento nell’arco di qualche settimana diano sollievo anche alle altre divisioni delle struttura ospedaliera dedicate all’epidemia: reparti dove ad oggi sono in cura i malati che hanno contratto il virus nel mese di marzo.

«Abbiamo visto nubi cupe - afferma Chiaravalle -, sono state intense settimane che abbiamo affrontato come un grande staff. C’è stato un confronto costante tra i referenti dei reparti e tutti hanno lavorato con grande dedizione: dagli addetti alle pulizie che 24 ore su 24 hanno continuano ad assicurare la massima igiene, agli infermieri, ai colleghi medici. Abbiamo avuto pazienti di tutte le età - prosegue - e nei confronti di ciascuno di loro abbiamo fatto il possibile per individuare il percorso adeguato. Dal dopoguerra non si era mai vista una pandemia e l’abbiamo affrontata con il massimo impegno».

Il momento resta delicato. «In questa fase - riprende - stiamo effettuando un numero maggiore di tamponi, che vengono praticati anche a chi ha solo un sintomo, tosse o febbre, sulla base delle indicazioni che ci sono state fornite dalla Regione». L’obiettivo ora è infatti quello di prevenire i contagi con l’isolamento del maggiore numero possibile di positivi. «Comprendo che le limitazioni possano pesare sulla collettività - conclude il primario -, ma l’auspicio è che vengano osservate alla lettera, in quanto finalmente stiamo vedendo dei risultati che devono però essere consolidati».

Sono i primi riscontri positivi dopo l’emergenza che per un mese non ha concesso tregua nel corso della quale il pronto soccorso del Policlinico San Donato è diventato un punto di riferimento per il Lodigiano dove gli ospedali erano ormai al collasso.

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