Verso le elezioni: «Fare fronte comune»
Il palazzo municipale di Borgo San Giovanni

Elezioni a Borgo: «Fare fronte comune»

L’appello di Cesare Quaini: «Bisogna unire le forze per battere il centrodestra»

All’appuntamento con il voto mancano solo pochi mesi. E ieri, ad uscire ufficialmente, con un appello all’unità, è stato Cesare Quaini di “Borgo Comune Solidale”. Per chiedere a tutti i candidati che non si riconoscono nel centrodestra di fare un passo indietro e individuare insieme un candidato e un programma.

Potrebbero esserci sei liste, e relativi candidati, a Borgo, al voto per il rinnovo delle cariche nel 2020. Oltre a Quaini, al lavoro ci sono “Progetto per Borgo”, guidato dal sindaco Nicola Buonsante, Marco Ambrosio, ancora consigliere di maggioranza e referente della Lega, che ha già annunciato un suo percorso, Alberto Marchesin, capogruppo di “Borgo Cambia Verso”, ma movimento si è formato anche intorno all’ex sindaco Gino Filippini, mentre Angelo Bosisio aveva affisso un manifesto elettorale.

«Noi crediamo fortemente alla necessità di un cambiamento radicale e alternativo all’attuale in carica dal 2006 ad oggi: pensiamo però che per arrivare a questo, ogni soggetto o lista civica debba avere il coraggio di fare un passo indietro e rendersi disponibile ad unire le forze per realizzare un fronte comune. Il candidato sindaco verrà individuato nel percorso di partecipazione che proponiamo», è la posizione espressa ieri da Quaini, che fissa il termine della fine di gennaio. «Se entro allora il nostro appello non sarà raccolto, “Borgo Comune Solidale” manterrà la sua rotta sulla base del programma già proposto nel 2015».

La prefettura avrebbe già espresso un parere negativo sulla possibile candidatura di Buonsante in risposta ad una richiesta di chiarimenti arrivata dalla minoranza sulla situazione del primo cittadino - dal 2006 sindaco, con la sola interruzione di un anno di commissariamento, tra il 2014 e il 2015 - , lo stesso Buonsante spiega invece di aver inviato un quesito al Dipartimento degli Affari Interni e territoriali del ministero, «perché esistono sentenze della giurisprudenza in tal senso: anche in presenza di un’espressione negativa, continuerò a rimanere al servizio di “Progetto per Borgo”».

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