Rimborsi per il “caso diamanti”: cause anche al tribunale di Lodi
Fra i presunti “truffati” anche il cantante emiliano Vasco Rossi

Rimborsi per il “caso diamanti”: cause anche al tribunale di Lodi

I clienti chiedono a Banco Bpm il risarcimento e puntano al danno morale

Il “caso diamanti” approda anche al tribunale di Lodi. A chiedere il rimborso delle somme investite e l’eventuale ristoro del danno morale sono clienti del gruppo Banco Bpm (Banca Popolare di Lodi) che hanno acquistato per il tramite della banca diamanti da investimento dalla società Idb (poi fallita) a prezzi che si sono rivelati molto superiori rispetto alle reali quotazioni di mercato.

Lo scandalo, denunciato da Report su Rai 3 e poi ripreso dalla stampa nazionale e locale, vede una causa penale a Milano (tra i presunti truffati anche Vasco Rossi) e coinvolge cinque banche, Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi e Aletti. Banco Bpm è l’istituto più esposto e si sta muovendo su due binari: da un lato sta proponendo rimborsi fino al 55-60 per cento (al cliente poi resta il diamante), dall’altro deve difendersi nelle cause penali e civili.

Tra i legali che già si stanno occupando delle pratiche per la restituzione delle pietre presso il tribunale del fallimento e che hanno introdotto dei giudizi dinanzi al tribunale di Lodi per conto dei propri clienti c’è l’avvocato Fabrizia Sinigaglia di Crema. «Al momento il mio studio sta seguendo circa ottanta clienti del gruppo Banco Bpm residenti nelle zone di Lodi, Crema e Cremona e i primi contenziosi in sede civile si sono aperti a Lodi lo scorso settembre - dice -. Per conto dei miei clienti chiediamo alla banca il risarcimento del danno, cioè la restituzione dell’importo versato, a cui aggiungere gli interessi maturati e, il ristoro del danno morale, se il giudice lo riterrà equo».

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