«Siamo dimenticati dal Governo»: giudici di pace in sciopero per quindici giorni
La sede del giudice di pace in via San Fereolo

«Siamo dimenticati dal Governo»: giudici di pace in sciopero per quindici giorni

Ennesima protesta per la mancanza di tutele e di prospettive di stabilizzazione ma si prevede un’adesione limitata. In sciopero anche gli avvocati per le udienze tributarie e, a fine mese, i penalisti per il blocco della prescrizione

Carlo Catena

Lodi

Stagione di scioperi per diverse categorie della Giustizia. Da oggi, e fino al 14 ottobre: è in corso l’astensione dalle udienze proclamata dalle sigle Unagipa e Angdp, che si associano all’agitazione del coordinamento Magip. «Ma mi aspetto che a Lodi l’adesione sarà al 25 per cento, lo stesso dato di Milano - constata l’avvocato Giuseppa Crisafulli, giudice di pace a Lodi e a lungo coordinatrice -: l’impressione è che a Roma ci sia qualcuno che non ha idea di chi siano e cosa facciano i giudici di pace, e questi scioperi, pur con motivazioni sacrosante, non sortiscono risultati. Di fatto l’inquadramento del giudice di pace non rispecchia una situazione di legalità». La magistratura onoraria in Italia si fa carico del 60 per cento delle udienze, tra civile e penale. È costituita da avvocati che, al di fuori del foro in cui esercitano, possono assumere questi incarichi onorari, retribuiti “a presenza”.

Ma c’è chi sta meglio e chi peggio: I viceprocuratori onorari, ad esempio, sono spesso impegnati per l’intera giornata, due turni pagati ciascuno 98 euro lordi. I giudici onorari di tribunale hanno invece un monte ore quotidiano mediamente più basso, e quindi il turno conteggiato è uno solo, così come per i giudici di pace il turno è uno solo. «Ma di fatto noi dobbiamo garantire la continuità di un servizio», sottolinea Crisafulli. L’impegno richiesto non è ogni giorno, in media è di una o due giornate la settimana. Lo Stato non si occupa di prestazioni previdenziali o assistenziali. Nè di maternità. E il limite di età massimo è di 68 anni, quando la pensione scatta a 70.

Da anni i magistrati onorari chiedono una stabilizzazione, ed è aperta anche una procedura di infrazione europea e la Corte europea dei diritti sociali ha deliberato che «i giudici di pace, sotto il profilo delle funzioni, dei doveri e del lavoro svolto, sono equiparabili ai magistrati professionali», si sottolinea da Unagipa e Angdp. Il ministro Andrea Orlando aveva portato avanti una riforma definita da molti peggiorativa, il suo successore, ora riconfermato, Alfonso Bonafede aveva promesso dei correttivi che, per ora, non accontentano nessuno.

Sempre ieri, è iniziato anche lo sciopero, fino al 7 ottobre, degli avvocati impegnati davanti alle commissioni tributarie provinciali e regionali, contro il sistema degli “indici sintetici di affidabilità fiscale” che secondo le associazioni nazionali dei commercialisti ma anche l’Organismo congressuale forense sarebbero in violazione dello Statuto del contribuente e carenti anche di un confronto con le categorie. Dal 21 al 25 ottobre compresi invece scatterà lo sciopero degli avvocati penalisti, promosso dall’Ucpi, nell’imminenza dell’entrata in vigore della cosiddetta legge “spazzacorrotti” che, di fatto, abroga la prescrizione del reato dopo la sentenza di primo grado.

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