Lodi, l’usato viaggia a due velocità
Uno dei negozi dell’usato della nostra inchiesta

Commercio a Lodi, viaggio tra i negozi dell’usato

Gli esercenti che offrono oggetti di seconda mano a prezzi competitivi, ma anche loro si devono confrontare con il web

L’usato a Lodi viaggia a due velocità: c’è chi fa fatica e cerca di reinventarsi e c’è chi invece macina clienti su clienti. Da quando poi sono nati i gruppi “market place” su Facebook i negozi dell’usato devono confrontarsi anche con la “concorrenza” del web, e se qualcuno si trova a sentire di non avere più ragion d’essere, qualcun altro si mettere on line.
Il nostro viaggio parte da corso Mazzini e dal Negozio dell’usato e minimarket; arriva al Mercatino dell’usato della via Emilia e si chiude nel negozio di usato per bambini Secondamanina di viale Milano.

La vendita della merce usata è calata tanto a livello nazionale, non solo locale - racconta Mauro Pellegrino che ha aperto il suo negozio di corso Mazzini nel 2011 -. Il periodo d’oro per questo mercato è stato negli anni 2008-2009, poi progressivamente c’è stato un forte calo delle vendite, infatti ora ho aggiunto anche una parte di minimarket al negozio. Credo che dietro questo cambiamento ci sia un’evoluzione dell’industria: prima erano tantissimi a portarmi i cacciavite usati e si vendevano bene, ora invece li si trova nuovi a poco più di un euro. Quello che vendo ancora tanto sono vestiti usati, soprattutto per donne, e libri, perché c’è ancora tanta gente che legge. I fumetti stanno passando decisamente di moda, insieme ai cd e ai dvd, ormai si vendono solo i cult».

A fargli eco è Antonella Inglese titolare del Mercatino dell’usato della via Emilia, appena dopo San Grato, che cinque mesi fa ha scelto di trasferire l’attività da Cornegliano Laudense al capoluogo: «Ho notato un calo netto delle vendite negli ultimi tre anni: da quando sono nati i gruppi “Market place” su Facebook i negozi dell’usato stanno perdendo la loro funzione, perché le persone vendono e acquistano direttamente lì, senza dover passare dal negozio fisico. C’è sempre gente che ama e acquista l’usato, l’interesse non è calato, ma il mercato si è spostato interamente online».

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