Raid e vandalismi nelle scuole, da marzo a oggi 43 denunce
Uno scorcio delle 43 denunce presentate dall’imprenditore in pochi mesi

Raid e vandalismi nelle scuole, da marzo a oggi 43 denunce

L’ultimo colpo al Bassi: «Pochi euro di bottino e ben 10mila di danni»

Ennesimo raid all’istituto Bassi a Lodi: saccheggiate le monetine di cinque macchinette di snack e bibite. E la pila di denunce di furti a scuola ammonticchiate sulla scrivania della ditta di distributori automatici Bruschi di San Martino Pizzolano, relative alle incursioni in vari istituti del Lodigiano, con questo è arrivata a 43 solo da marzo a oggi. «Vai a letto e ti aspetti di essere chiamato la mattina dopo perché sono andati a rubare da un’altra parte», racconta il titolare Giacomo Bruschi, lasciandosi andare a uno sfogo. Anche perché se il bottino non supera le poche decine di euro, il danno stavolta è di oltre 10mila euro.

Un raid estivo al Bassi

L’ultimo raid è avvenuto domenica pomeriggio, per l’esattezza alle 16, quando è scattato l’antifurto e la vigilanza privata si è recata sul posto per un’ispezione esterna. «Ma il ladro - spiega l’imprenditore - era dentro e ha potuto agire indisturbato». Tanto che il furto è stato scoperto solo nell’indomani, all’arrivo del personale scolastico. «Il ladro - riprende Bruschi - ha rotto tre macchinette al secondo piano, una davanti alla segreteria al primo piano e un’altra davanti all’aula magna al piano terra. Ha portato via 15-20 euro per macchina, ma ci sono più di 10mila euro di danni. Due macchinette sono da buttare, i pezzi rotti non sono sostituibili per cui non è più possibile ripararle».

Il sospetto è che gli autori siano tossicodipendenti in cerca di spiccioli per comprarsi la droga, essendo improbabile che ladri di professione si accontentino di qualche decina di euro. Malviventi che, in vacanza, non ci sono andati, scatenando un’estate d’inferno nelle scuole. Intanto la frustrazione dell’imprenditore è grande. «Siamo al limite - ammetta Bruschi -. Anche perché su 43 denunce, la metà pensiamo siano attribuibili allo stesso personaggio. Ci sarebbe da chiudere il cerchio. Le forze dell’ordine ce la stanno mettendo tutta per fermarlo, ma la legge italiana pare abbia più rispetto di questi personaggi che della gente che lavora».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.