L’antica posteria chiude i battenti, addio a un luogo di aggregazione
Da sinistra Premoli, Luigi e Orsolina Ariotti e il vice sindaco Fazzi davanti al locale

Merlino: l’antica posteria chiude i battenti, addio a un luogo di aggregazione

I coniugi Ariotti la gestivano dal 1967, vi si vendeva di tutto: «All’occorrenza la usavo come ambulatorio per visitare i pazienti» ricordavo il vice sindaco e medico Giovanni Fazzi

L’ultima posteria dell’Alto Lodigiano, una delle poche superstiti in tutta la provincia, dal primo settembre chiuderà i battenti. Le serrande del negozio storico di Luigi e Orsolina Ariotti a Marzano erano già abbassate dall’inizio di agosto ma il cartello di “cessata attività” è ben visibile fin da allora. Si chiude una pagina di storia del paese, ma allo stesso tempo del territorio. Perché le posterie rappresentano un cimelio di un passato che non c’è più, cancellato inesorabilmente dall’avvento dei supermercati e della grande distribuzione. «Le posterie erano appunto dei piccoli supermercati – spiega il sindaco Giancarlo Premoli -: negozi dove potevi trovare di tutto dagli alimenti alla merceria, dalle scarpe agli ombrelli, dai tabacchi al sale».

Luigi Ariotti, da tutti conosciuto come Ginetto, l’aveva aperta nella piazza di Marzano nell’aprile del 1967. Intorno non c’era niente: era l’unico negozio del paese, che allora aveva 250 abitanti (oggi ne conta 450). «Avevo 23 anni, neanche un soldo, facevo il lavorante sotto un macellaio a Palazzo Pignano- racconta Luigi Ariotti -. Ho colto l’opportunità e ho aperto a Marzano la posteria. Allora c’erano questi bazar dove si acquistava di tutto, registrate sulla licenza proprio come posterie». Qualche anno dopo al suo fianco c’era la moglie Orsolina.

«Ma al di là del negozio storico in sé, che quest’anno il Comune ha premiato, la posteria ha rappresentato un luogo di socializzazione – dichiara il vicesindaco Giovanni Fazzi, nonché medico -. Fungeva per certi versi da ambulatorio: quando non era possibile ritrovarsi altrove, io visitavo le persone qui, prescrivevo le ricette, e Luigi e Orsolina si sono sempre prestati per il bene della comunità».

Ariotti lo ha fatto anche direttamente per 25 anni da consigliere comunale, all’interno del consiglio economico pastorale e come presidente dell’associazione combattenti e reduci. E, con una passione, quella del calcio, coltivata fondando il Milan Club di cui è presidente.

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