Il satellite conferma: «Temporale da supercella»
Sopra, il temporale a supercella alle 18 del 12 agosto visto dal satellite

Nubifragio, il satellite conferma: «Temporale da supercella»

Lodigiano e Sudmilano colpiti da un fenomeno che fino a pochi anni fa avveniva solo in America

Carlo Catena

Dal Centro geofisico Prealpino di Varese arriva un’immagine satellitare scattata da 36mila chilometri di quota alle 18 del 12 agosto scorso, quando tra Sant’Angelo, Lodi, Crema e il Sudmilano il temporale ha scatenato venti fino a 90 chilometri l’ora, per il fenomeno del “downburst”, e in venti minuti ha causato danni per milioni di euro.

«Dal satellite si vede chiaramente che si è tattato di un temporale a supercella», spiega Paolo Valisa, meteorologo del Centro. Si individuano infatti nuvole molto più alte delle altre, che all’occhio esperto del meteorologo spiccano perché più luminose, colpite dalla luce del sole che a quell’ora stava scendendo verso ovest, cioè verso la sinistra della foto. Si tratta di nuvole a cupola che vanno ancora più in alto della classica incudine che sovrasta la nuvola temporalesca e che solitamente termina a 18 chilometri di altezza.

Alcuni danni del maltempo nel territorio

Le supercelle che sconfinano ancora più in alto, nella mesosfera,sono un fenomeno tipico delle grandi pianure, americane e non solo, e secondo molti meteorologi sono un fenomeno nuovo nella Pianura Padana, con l’esordio all’inizio di agosto nella Bassa Bresciana, addirittura in una forma ad alta potenza. L’aria eccezionalmente calda al suolo, determinata dall’anticiclone africano e da molte giornate di irraggiamento solare estivo, a causa dei movimenti del vento si è spinta all’improvviso verso nord, incontrando aria lievemente più fredda, e, sempre per il vento, si è creato il mesociclone che ha formato la “supercella” temporalesca.

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