L’Adda balla da sola: progetti falliti, e recuperi al palo nella storia del fiume
La piscina Ferrabini

L’Adda a Lodi, un bilancio tra luci (poche) e ombre (soprattutto)

Si sta invece portando a compimento il progetto delle difese spondali

L’Adda come una regina senza corona. Domina il suo regno, la città di Lodi, ma i suoi sudditi non hanno (ancora) rispettato tutte le promesse. Nel cassetto dei ricordi è chiuso a chiave il progetto Lodi beach, che prevedeva la nascita di una spiaggia sulle rive del fiume con un bar-ristorante galleggiante. Il sogno di un rilancio all’Isolabella è rimasto tale, non esiste nemmeno un punto di ristoro, visto che il bar del Paesaggio è ancora chiuso e sulle sue tegole (assi di legno, precisamente) pende un contenzioso. Al palo il rilancio dell’ex Sicc, il bilancio è infatti pieno di problemi: la cattedrale vegetale è crollata, i lavori alla Ferrabini vanno per le lunghe e l’intervento edilizio al posto della fabbrica abbattuta non è ancora partito.

L’Isolotto Achilli merita un paragrafo a parte, la sua riqualificazione è tutta “farina” di Nüm del Burgh, associazione guidata da Gino Cassinelli, che lo ha reso nuovamente accessibile ai lodigiani dopo una faticosa sistemazione.

A onor del vero, le buone notizie non mancano. Soprattutto sul fronte delle difese spondali. Recentemente è stato collaudato nel corso di un’esercitazione l’ultimo argine realizzato sull’Adda, in piarda Ferrari e al Capanno.

Lo scivolo delle barche, inoltre, uno spreco di circa 100mila euro rimasto inutilizzato, sarà trasformato in un presidio dei vigili del fuoco.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.