Piante in città, un patrimonio di 8mila alberi da proteggere
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Piante a Lodi, un patrimonio di 8mila alberi

Tra piantumazioni e abbattimenti necessari, i piani del Comune per tutelare e valorizzare il verde nella città del Barbarossa

Ottomila alberi. Sono quelli sotto la protezione del Comune di Lodi, un patrimonio verde da curare e custodire con grande cura e attenzione, al netto di abbattimenti necessari e nuove piantumazioni. Un impegno che come dice Alberto Tarchini, assessore all’ambiente della giunta Casanova, quest’anno oltre a replicare la giornata nazionale dell’albero vedrà il Broletto sfruttare il “credito verde” generato dal piano Coop: «Il privato dovrà provvedere alla sostituzione delle piante danneggiate, ma poi ne restano altre 200 da piantumare in zone da definire. Un’altra iniziativa è quella della Spina verde, al netto del filare con circa 80 piante poi ci saranno le fasce boscate».

Dal 2001 la manutenzione del verde è affidata ad Astem, che a sua volta assegna ad altre imprese la gestione operativa delle aree pubbliche, attraverso dei bandi. In questo momento, spiega Tarchini, le ditte incaricate sono due. Come e quando si decide di tagliare una pianta?

L’assessore Tarchini

«C’è un monitoraggio specifico effettuato da un’impresa specializzata, e quindi da professionisti - sottolinea l’assessore -, attraverso periodiche verifiche visive e strumentali. Quando emergono segnali di criticità e potenziale pericolosità, con possibili danni a persone o cose, la pianta viene classificata con elevata propensione al cedimento e si consiglia l’abbattimento. Ricordo il caso del tiglio in via dell’Acquedotto, visivamente sembrava sano, ma le analisi strumentali rivelarono un marciume consistente: un giardiniere s’infilò nella cavità del tronco e ci entrò quasi completamente da quanto era danneggiato. Oppure i tigli di viale Piacenza, è stato necessario abbattere degli esemplari perché in quota le branche, dal peso di diversi quintali, erano compromesse, probabilmente per l’errata manutenzione degli anni ’70-’80, quando erano in voga diverse tecniche».

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