Meno acqua per i campi: «Taglio oculato e necessario»
L’irrigazione di un campo di mais nella campagna lodigiana (foto d’archivio)

Meno acqua per i campi: «Taglio oculato e necessario»

La Coldiretti: «Contiamo che eviti tagli drastici più avanti»

La scelta di ridurre del 10 per l’acqua in arrivo dal lago di Como ai campi è stata provvidenziale, ma comunque insufficiente: la pioggia dei giorni scorsi infatti non ha fermato la discesa del lago che di fatto continua a calare di circa 3-4 centimetri al giorno. Questo significa che nel giro di tre settimane, se non ci saranno precipitazioni abbondanti in montagna, si giungerà allo zero idrometrico.

A spiegarlo è l’ingegnere Marco Chiesa, direttore del Consorzio Bonifica Muzza che interviene per porre fine alle polemiche sollevate da alcuni Consorzi cremonesi sulla scelta del Consorzio dell’Adda (in giunta tecnica), di drenare da lunedì scorso “solo” il 90 per cento per cento dell’acqua dal lago di Como al fiume Adda e quindi ai Consorzi locali (lodigiani, cremonesi, milanesi e bergamaschi).
«Sono perplesso – spiega l’ingegner Chiesa -, le polemiche sollevate non hanno alcun fondamento tecnico e il fatto che si continui a chiamare in casa il fatto che il presidente del Consorzio dell’Adda sia anche il presidente del Consorzio di Bonifica Muzza del Basso Lodigiano (si tratta del livraghino di Ettore Grecchi, ndr) mi fa pensare che di tecnico da parte del Cremonese non ci sia nulla, ma che siano polemiche pretestuose. In giunta tecnica ho avvallato la riduzione del 10 per cento sulla base di valutazioni tecniche nell’unico interesse di garantire a tutti gli agricoltori l’irrigazione fino alla fine della stagione».

Alessandro Rota, Presidente della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza così commenta la decisione: «La riduzione tecnica del 10 per cento è una scelta coraggiosa e strategica per assicurare la disponibilità idrica il più a lungo possibile, considerato che ad oggi non sono previste precipitazioni significative. Avendo davanti ancora due mesi estivi, contiamo che la riduzione attuale, che comporta dei sacrifici per gli agricoltori, eviti tagli maggiori più avanti che renderebbero impossibile l’irrigazione in alcune porzioni di territorio».

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