Campo Marte, quanti sogni rimasti chiusi nel cassetto
La piscina Ferrabini ancora chiusa

Tanti progetti per Campo di Marte: ma sono tutti al palo

La riqualificazione della piscina è in alto mare, la pista ciclabile è chiusa, la cattedrale in rovina

Tanti progetti e una triste realtà. È la situazione dei quartieri di Campo di Marte e Revellino a Lodi, dove le opere che, in modo diverso, erano diventate il simbolo del rilancio sono in realtà diventate segno di degrado e abbandono. La riqualificazione della piscina Ferrabini - fanno notare i residenti - è in alto mare, la pista ciclabile è chiusa, mentre la cattedrale vegetale è in rovina.

La delusione tra i residenti è grande. A partire dalla vicenda della piscina, chiusa dalla bufera costata le dimissioni da sindaco di Simone Uggetti, nonché uno dei cavalli di battaglia dell’attuale giunta nella scorsa campagna elettorale.A due anni dal voto, la riapertura dell’impianto è però rimasta una chimera. E le spese dei lavori sono lievitate a 1 milione 441mila euro, 84mila euro in più rispetto a quanto previsto per la rimozione dei materiali depositati nel terreno sottostante. La giunta del sindaco Sara Casanova è stata così costretta a rivedere il progetto esecutivo per la demolizione del fondo vasca. Senza contare la necessità di fare una prova della tenuta della base della vasca originaria a cinque metri di profondità, per scongiurare fenomeni di contaminazione.

Distruzione alla cattedrale vegetale

L’altro caso spinoso è quello che riguarda la cattedrale vegetale ideata dall’artista Giuliano Mauri, ormai scomparso, crollata al suolo negli scorsi mesi. Da tempo era diventata una meta turistica, e insieme alla piscina Ferrabini e alle nuove costruzioni destinate a prendere il posto dell’ex Sicc avrebbe dovuto contribuire a dare una nuova immagine all’Oltreadda. Il problema è che doppio, perché oltre al danno di immagine ed economico derivato, il crollo ha comportato anche la chiusura di un tratto della pista ciclabile Lodi-Boffalora per motivi di sicurezza. Da tempo, così', pedoni e ciclisti sono costretti ad attraversare viale Piave, dove però, come lamentano i residenti «non è stato previsto alcun percorso alternativo sicuro». Il Broletto ha annunciato che sta lavorando al progetto di una pista ciclabile in viale Piave: i fondi, però, dovranno essere trovati tra le pieghe dell’avanzo.

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