Acido nella bottiglietta di un collega: ex dipendente dell’Eni viene assolta

Acido nell’acqua di un collega, assolta l’ex dipendente dell’Eni di San Donato

La 53enne è stata dichiarata incapace al momento del fatto

Il gup del tribunale di Milano ha dichiarato non punibile la 53enne di San Giuliano Milanese che il 28 agosto dello scorso anno era stata arrestata dai carabinieri in uno degli uffici dell’Eni a San Donato Milanese con l’accusa di aver iniettato una siringa di acido cloridrico nella bottiglietta d’acqua che un collega 41enne aveva lasciato sulla scrivania.

La donna, inizialmente indagata per tentato omicidio, è stata giudicata per un’ipotesi più lieve, lesioni aggravate: i difensori Salvatore Scuto e Giulio Vigevani avevano evidenziato tra l’altro alla procura milanese che la vittima se l’era cavata con 3 soli giorni di prognosi.

La donna, che dopo l’arresto ha perso il posto di lavoro nel gruppo petrolifero, è stata sottoposta a perizia psichiatrica e gli esperti hanno ritenuto che al momento dei fatti contestati fosse totalmente incapace di intendere e volere, per un temporaneo vizio totale di mente. Da qui la non punibilità. Il verdetto di assoluzione firmato dal gup Giusi Barbara però ravvisa anche una condizione di pericolosità sociale e applica alla donna la misura di sicurezza di almeno tre anni di “Rems”, le strutture che hanno preso il posto dei vecchi ospedali psichiatrici giudiziari.

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