Predabissi, è paura tra i reparti: 80 aggressioni a medici e sanitari
Il pronto soccorso al Predabissi particolarmente nel mirino

Vizzolo, violenze in ospedale: aggressioni continue a medici e infermieri

Oltre 80 casi in un anno e mezzo. Già installati pulsanti per allarme sonori, un sistema di monitoraggio ed è stata attivata la guardia armata h 24

Pazienti e famigliari violenti, oltre 80 aggressioni in un anno e mezzo contro medici e infermieri, a Vizzolo. I dati sono in arrivo dall’Asst di Melegnano «Nei primi 6 mesi del 2018 le aggressioni sono state 25, 16 delle quali in pronto soccorso e 5 nel dipartimento di salute mentale - spiegano l’avvocata Maria Morabito e la risk manager Chiara Patelli insieme al direttore generale, sanitario e amministrativo Angelo Cordone, Stefano Schieppati e Angela Pezzolla -. L’anno scorso gli episodi sono stati 59, 41 dei quali in pronto soccorso, 5 al Cup e 6 nel dipartimento di salute mentale. Complessivamente, in tutti gli ospedali dell’Asst, nel 2018, gli eventi violenti sono stati 129 e, nei primi 6 mesi del 2019, 54. La nostra realtà ospedaliera è fortemente interessata dal fenomeno. La nostra attenzione però è alta. Abbiamo programmato un convegno per il 30 settembre insieme al comandante della stazione dei carabinieri di Melegnano. Si parlerà dell’atteggiamento da tenere in queste situazioni. Abbiamo deciso che contro gli aggressori dovrà passare la “tolleranza zero”: chi sbaglia paga. Non ci faremo più remore a chiedere risarcimenti a chi sfascia gli arredi, a meno che, ovviamente, non si tratti di casi legati alla patologia. Non è giusto lasciare impunito chi danneggia qualcosa».

L’Asst ha messo in moto una campagna di sensibilizzazione con manifesti che recitano “Rispettiamo chi sta lavorando per la nostra salute”. «Stiamo cercando di spingere gli operatori a denunciare sempre - spiegano i vertici dell’Asst. Ed è stato attivato un piano di contrasto al fenomeno: «In ogni locale stiamo installando pulsanti di allarme sonori, mettiamo gli arredi che non ostacolino la fuga del personale aggredito, eliminiamo oggetti che possano essere usati come corpi contundenti, verifichiamo l’illuminazione e il funzionamento delle serrature. È stato installato un sistema di monitoraggio ed è stata attivata la guardia armata h 24».

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