Giugno porta con sè il conguaglio: scure su 20mila pensioni lodigiane
Nella foto, la sede Inps di Lodi

Tagli su 20mila pensioni lodigiane con il blocco dell’indicizzazione deciso dal governo

Assegno più leggero per chi prende più di 1522,26 euro lorde al mese

Tagli sulla pensione di giugno per circa 20mila cittadini lodigiani con il blocco dell’indicizzazione (cioè l’adeguamento del trattamento al costo della vita). L’accredito di giugno porta con sé il conguaglio riferito ai primi tre mesi dell’anno con l’applicazione retroattiva del taglio dell’indicizzazione per le pensioni superiori di tre volte il minimo, quindi per tutte le pensioni superiori a 1522,26 euro lorde al mese.

Dopo anni in cui l’indicizzazione delle pensioni era rimasta bloccata o applicata in deroga, il governo Gentiloni ne aveva decretato lo sblocco per il 2019. L’Inps a novembre 2018 ha effettuato i calcoli di rivalutazione, con un aumento dell’1,1 per cento. Ma nel frattempo è entrata in vigore la legge di bilancio varata l’anno scorso dal Governo Conte, che ha introdotto una modifica al meccanismo di rivalutazione per i prossimi tre anni. Così ora i soldi in più vanno restituiti allo Stato.

La restituzione parte da circa 1 euro ma sale progressivamente fino a 45 euro per le pensioni da 3mila 250 euro lorde al mese (circa 2mila 300 euro nette).

Commenta il segretario dello Spi Cgil di Lodi Vanna Minoia: «Si dirà che alla fine sono pochi spiccioli, ma per chi percepisce pensioni sopra i 1500-1600 euro netti parliamo di cifre tra i 60 e gli oltre 200 euro l’anno tagliati».

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