Nello storico negozio Grancasa c’è speranza di uscire dalla crisi
Il negozio Grancasa nella sede storica di San Giuliano

Grancasa, i tagli non dovrebbero toccare il negozio di San Giuliano

Gli esuberi sono 158, ma non dovrebbero essere nel punto vendita sudmilanese

Gli esuberi annunciati da Grancasa non dovrebbero interessare lo storico negozio di San Giuliano. L’annuncio del gruppo che nelle scorse settimane ha presentato un piano di rilancio che prevede tagli a fronte di nuovi investimenti è accolto con inevitabile preoccupazione in punti vendita che, ammettono i responsabili, «hanno sofferto la crisi degli ultimi anni». Gli esuberi sarebbero 158, concentrati a quanto si apprende nelle sedi di Nerviano, Legnano e Pero.

Quello di San Giuliano è stato uno dei primi negozi ad aprire nella metà degli anni ’80 quando partì l’avventura del marchio leader nel settore della grande distribuzione di arredamento, elettrodomestici e casalinghi.

In molti, così, nel punto vendita di via Tolstoi, non nascondono il timore di dover affrontare sacrifici e scelte «ovviamente dure», a fronte però, dicono in molti della «fiducia nella volontà della proprietà di investire e rilanciare».

Timori ma anche voglia di credere nel futuro, cui fa contraltare la richiesta di intervento presentata al Mise, Ministero dello Sviluppo Economico, da Fabrizio Cecchetti, commissario Lega Nord e vicecapogruppo alla Camera, e dal consigliere regionale Simone Giudici che hanno depositato una interrogazione a risposta scritta nella quale chiedono al ministro competente di convocare a breve un tavolo istituzionale. Mentre in Regione è stata promossa una audizione, il prossimo 10 giugno, dei sindacati di Grancasa che saranno ascoltati dai membri della Commissione Lavoro.

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